La Grande Guerra vista dalla parte dei modenesi
Nel centenario del primo conflitto mondiale un anno di rievocazioni e incontri Città e provincia coinvolte in un fitto calendario di rassegne e manifestazioni
Ci sarà anche una trincea, ricostruita solo in parte, tra i pezzi unici e le bandiere conservate dall’Accademia Militare. Anche questo è un pezzo di storia che rivive, che esce dal silenzio di un secolo per tornare memoria viva.
Cento anni dopo l’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale, anche il paese del Piave, Vittorio Veneto e Caporetto vuole commemorare il sacrificio e il ricordo di chi ha combattutto, è morto o è sopravvissuto a un bagno di sangue che è costato 600 mila morti e un milione d’invalidi, mutilati e feriti nelle trincee a cavallo delle Alpi. L’orientamento di questo anniversario però forse avrà poco di retorico e di celebrativo ma sarà, per quanto riguarda Modena e la sua provincia, un taglio informativo, a partire dalle ricadute nella guerra nel territorio.
Per l’occasione è stato costituito un Comitato locale che coordina le manifestazioni e che è stato presentato ieri in Prefettura. «C’è un decreto del 2013 - ha spiegato il prefetto Michele Di Bari - che istituisce a livello locale un comitato di celebrazioni a livello nazionale. Noi portiamo il nostro contributo a livello locale grazie al generoso supporto della Fondazione Cassa di Risparmio e della Popolare dell’Emilia. La collaborazione con le istituzioni è di alto livello mettendo insieme associazioni, enti locali, università e Accademia».
Tocca proprio alla scuola ufficiali dell’Esercito, che dopo l’Unità d’Italia ha stabilito nella nostra città il suo istituto di formazione superiore, offrire uno sguardo dal punto di vista militare. «Quegli avvenimenti cambiarono per sempre l’Italia - ha ricordato il comandante Salvatore Camporeale - Le trincee sono state comunque il crogiolo dove genti e tradizioni di ogni parte della Penisola si sono fuse di fronte a pericoli comuni. Comunque si voglia guardare a quegli avvenimenti non si può negare che la nazione moderna, l’Italia di oggi, abbia avuto in quel conflitto il suo battesimo».
Non è un caso che la stessa Accademia verrà aperta al pubblico il 24 maggio per la visita al museo (e la sera prima ci sarà il ballo delle debuttanti a cavallo del Mak Pi 100) in occasione dell’entrata ufficiale in guerra dell’Italia contro Austria Ungheria e Germania. L’Accademia ha registrato con soddisfazione il grande afflusso di pubblico per la mostra su “D’Annunzio soldato” che ha visto a Modena migliaia e migliaia di visitatori arrivati da tutta Italia. Se per maggio saranno terminati i lavori del cantiere in piazza Roma si potranno far passare dal centro città e dal Cortile d’Onore dell’ex Palazzo Estense i maratoneti e i tedofori che dai quattro punti cardinali d’Italia convergeranno per incontrarsi tutti insieme.
Ma il filo rosso delle rievocazioni a Modena è ricco. Già ora sono Rassegne sulle caricature e la pubblicistica di guerra, conferenze con storici e romanzieri di prima grandezza da Emilio Gentile a Paolo Rumiz, costituirà la trama su cui si aggiungeranno spettacoli teatrali, concerti, rassegne con documenti che escono dagli archivi, film e iniziative di animazione. Ad esempio il 12 aprile e il 24 maggio ci sarà un tour in bicicletta e a piedi sugli itinerari che permetteranno di scoprire e rivivere i luoghi trasformati dalla presenza di soldati e lavorazioni belliche.
L’impatto della guerra sul nostro territorio attraverso fotografie e documenti d’epoca sarà illustrato da una mostra già aperta alla biblioteca delfini che ospita pure un’altra rassegna in cui vengono spiegate le conseguenze - per la città della Ghirlandina - dell’essere diventata la retrovia del fronte.
L’eredità della Grande Guerra nella vita contemporanea verrà raccontata scrittori e artisti per rendere attuale il ricordo di cambiamenti che sconvolsero l’Italia e segnarono gli italiani per generazioni.
Saverio Cioce
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