Dialogo ironico con la vita
Al Centro Muratori lavori di Baldaccini, Ghidoni e Imbriale
MODENA. Attenzione alla materia pittorica, ma anche a materiali diversi nella mostra a tre (Angelo Baldaccini, Gian Pietro Ghidoni e Luigi Imbriale) presso il Centro Studi Muratori, fino al 29 marzo (da mercoledì a domenica16.30-19.30). È tradimento della pittura per Angelo Baldaccini che nelle recenti opere fa ricorso a materiali di scarto (plexiglass, metalli, poliuretano) della sua azienda “Neon King” per dare valenza, anche di ordine concettuale, all'immagine. L'artista lavora su frammenti di senso e di pensiero, facendo acquistare ai differenti brandelli materici il valore di linguaggio verbale (Ego sum). L'atto di comunicazione si affida a lettere dell''alfabeto sparse per sostenere la necessità di una ricomposizione verbale per imparare a leggere. I paesi, separati tra loro, indicano la pace infranta, Un’Italia capovolta ha bisogno di essere sostenuta da tutti (l'invito a mettere una firma sull'opera) per ritrovare la sua vera identità. Di proliferante vitalità sono i dipinti del reggiano Gian Pietro Ghidoni, il cui linguaggio, dettato dal gesto, si sviluppa in termini astratto-informali, secondo composizioni dai temi diversi. Non forme chiuse, ma orditure iconiche che si aggregano per nessi variabili capaci di determinare un omaggio a Mirò, l'albero della vita, un concerto, un turbine, un inquinamento parziale, le quattro stagioni, magia bianca e nera. L'artista porta nella pittura anche il suo carattere ironico. Così l'addio al lavoro lo ha dato con l'opera “tra rose e spine sono arrivato alla fine” e con una cartolina, il cui francobollo reca il suo viso. Prende corpo in un colore pieno l'opera di Luigi Imbriale. L'artista reggiano punta alla qualificazione della sostanza dell'immagine, concepita come nascita o disgregazione della materia, di cui è sempre forte la tensione espressiva in una tavolozza che esalta le vigorose cromie in cui si dibatte il senso mutevole dell'esistente. Una pittura che si fa energia per intensità sensoriale ed emotiva del colore sparso sulla tela con una impetuosa gestualità. Nella Sala dei Capitelli mostra personale, per i fotografi Andrea Delai, Claudio Santi, Giandomenico Bertini, Karen Martinelli, Claudia Mazzoli, vincitori del concorso “La montagna”. Come premio la mostra ma pure una ceramica raku di Gianni Brogini e un diploma, consegnati ai cinque durante un'apposita cerimonia.
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