Gazzetta di Modena

“Pantani”, analisi di un’Italia tragica

“Pantani”, analisi di un’Italia tragica

La storia del campione di Cesenatico al Comunale di Carpi con il Teatro delle Albe

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CARPI. Alle 21 di oggi al Comunale il Teatro delle Albe presenta, nell’ambito del cartellone di Nonsoloteatro, lo spettacolo “Pantani”, una riflessione sul ciclista di Cesenatico, capace come pochi altri di infiammare gli appassionati e la cui morte per tanti presenta ancora aspetti controversi. Il Pantani di Marco Martinelli (ideazione di Marco Martinelli e Ermanna Montanari, con Luigi Dadina, Ermanna Montanari, Francesco Formino, per la regia dello stesso Martinelli) in realtà non è la semplice celebrazione di un grande mito del ciclismo, quanto uno sguardo sull'Italia degli ultimi vent'anni. 14 febbraio 2004: Marco Pantani viene ritrovato senza vita in un residence di Rimini. Aveva appena compiuto 34 anni. Dopo i trionfi al Giro d'Italia e al Tour de France, le accuse di doping a Madonna di Campiglio, rivelatesi poi infondate, lo hanno condotto a un lento ma inevitabile crollo psicologico fino a una morte forse tragicamente annunciata. Tra il campione adulato, l'icona di chi ha fatto rinascere il ciclismo come sport dell'impresa e della fantasia, e il morto di Rimini vi è tutta la complessità di un'epoca al tempo stesso sublime e crudele che si esercita senza pudore. Senza vergogna. La scrittura di Marco Martinelli, dopo quel Rumore di acque capace di trasfigurare in grottesca e malinconica poesia la cronaca tragica dei barconi alla deriva nel Mediterraneo, affonda nelle viscere dei nostri giorni e della società di massa che chiede sacrifici e capri espiatori: attorno alle figure di Tonina e Paolo, i genitori di Marco, che ancora oggi stanno chiedendo giustizia per la memoria infangata del figlio. (n.c.)

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