«Uniti si supera il terremoto: lo spieghiamo con Heartquake»
MODENA. Un musical dedicato interamente alla vicenda del terremoto che tre anni fa ha colpito la Bassa. Si chiama “Heartquake - Vite che cambiano” ed è il racconto dei momenti vissuti dopo il...
MODENA. Un musical dedicato interamente alla vicenda del terremoto che tre anni fa ha colpito la Bassa. Si chiama “Heartquake - Vite che cambiano” ed è il racconto dei momenti vissuti dopo il terremoto, del dolore, della perdita e della fatica di ricominciare da capo. Ideato e diretto da Grazia Gamberini, con Gospel Soul di Carpi di cui Alessandre Guerrini è la presidente e con la partecipazione di Fabrizio Voghera e Will Weldon Roberson, lo spettacolo sarà allo Storchi oggi e domani.
Che cos'è “Heartquake- Vite che cambiano”?
«È un musical cantato e suonato interamente dal vivo e sul palco ci saranno più di 80 artisti. Quindi uno spettacolo abbastanza complesso».
Come mai avete scelto di fare proprio un musical?
«Di solito le persone quando pensano ad un musical si immaginano temi leggeri. Invece, raccontando qui un tema “importante” abbiamo deciso di utilizzare un linguaggio che coinvolgesse tutte le arti per dare l'idea di come ci si possa rialzare dopo una situazione così drammatica grazie al senso della comunità».
L'idea nasce da Grazia Gamberini che ha scritto e diretto il musical. Come è nata la collaborazione?
«Grazia è la direttrice anche del coro gospel, anche lei è stata colpita dal terremoto e cercava proprio un modo per rielaborare la cosa. L'idea è quella di usare l'arte come strumento per rielaborare determinate situazioni».
Tra gli interpreti Fabrizio Voghera, artista affermato nell'ambito dei musical. Come è stato lavorare con lui?
«Fabrizio si è messo a disposizione da subito e ha abbracciato il nostro progetto. Ha dato continuità perché è dal 2013 che lavora con noi».
Un spettacolo nato e cresciuto in Emilia…
«Esattamente, lo abbiamo portato anche a Firenze ma più che altro nei teatri della zona. Abbiamo iniziato nel 2013 a Correggio, poi Carpi anche se nella Bassa non siamo riusciti a portarlo più che altro per la mancanza di strutture».
Il ricavato viene sempre dato in beneficenza?
«Si il nostro ricavato viene sempre donato per sostenere progetti specifici inerenti alla ricostruzione. Due anni fa abbiamo sostenuto l'acquisto di una lavagna Lim per la scuola media di San Prospero, poi altri progetti sempre relativi al terremoto e quest'anno lo daremo a Finale Emilia».
Cosa farete dopo questa data?
«L'idea è quella di continuare soprattutto nella zona dell'Emilia».
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