Gazzetta di Modena

Angela: vi presento il mio pop vintage

Angela: vi presento il mio pop vintage

Per la Ricci primo recital in Italia: «Tanta emozione essere qui con la mia band»

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CARPI. Di sé dice di non considerarsi una cantante blues/jazz: piuttosto definisce la sua musica come appartenente a un genere pop caratterizzato da un richiamo vintage. Si tratta di Angela Ricci, cantautrice italo-britannica protagonista stasera della seconda parte del concerto con cui apre Mundus. Angela Ricci, che per la prima volta si esibisce nella “sua” Italia, dice «Sono nata a Kinshasa, luogo di nascita di mia madre, ma sono cresciuta in Italia, dove è invece nato mio padre. Ho vissuto tra Roma, Padova e Verona e, dopo una due anni a Bruxelles, sono tornata qui fino al 2008, quindi a Londra, dove abito ora».

Quando ha iniziato a cantare?

«Canto da quando ero una bambina, ma ho iniziato a studiare a 10 anni. Ho continuato fino ai 17 anni quando mi sono iscritta al conservatorio di Verona per studiare - oltre a canto jazz, gospel e pop - lirica. Ho studiato anche pianoforte classico per circa quattro anni, ma non oserei esibirmi di fronte al pubblico».

Quali sono i suoi artisti di riferimento?

«A casa ascoltavamo musica di ogni genere essendo mio padre appassionatissimo di musica reggae e africana e mia mamma innamorata del soul. Io ero molto attratta dal jazz e dal gospel per cui ascoltavo Ella Fitzgerald, ma anche Kirk Franklin. Tutt’ora le mie influenze musicali rimangono sullo stile di Ray Charles, Nina Simone, Fela Kuti».

Da corista a solista: qual è stato il suo percorso?

«Devo il piccolo successo ottenuto a mio padre, che mi ha sempre spinta a seguire i miei sogni: mi sono trasferita a Londra proprio con il suo incoraggiamento. Qui ho conosciuto Aaron Paul. Decidemmo di partecipare a un concorso dove erano richiesti video: non superammo le selezioni, ma uno di questi video - “Crazy” cover di Gnarls Barkley - caricato su Youtube fece il giro del mondo totalizzando più di un milione di visite. Da lì, abbiamo cominciato».

Di cosa ami scrivere?

«Sono autrice da sola o con Aaron. Generalmente, parlando cerco di scrivere canzoni in cui il pubblico si riconosca».

Sarà il suo primo concerto in Italia: che emozioni prova? E a cosa assisterà il pubblico?

«È tutto molto emozionante: non vedo l'ora. Presenterò brani miei - con la mia band inglese e un paio di cover. Sarà un’ora di divertimento, attraverso un viaggio di ritmi ed emozioni, oltre che l’occasione per lanciare il mio terzo singolo, intitolato Isn’t It Funny». (v.cam.)

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