Gazzetta di Modena

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Tre star sul palco di Mundus

di Valeria Cammarota
Tre star sul palco di Mundus

Cominciano Petrella e Baldacci: «Rendiamo omaggio al blues degli anni 30»

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CARPI. Tornano anche quest'anno, al Teatro Comunale, i Concerti di Primavera di Mundus, la celebre rassegna dedicata alla musica etnica, jazz e alla canzone d'autore promossa da Comune e Ater. Tre date, oggi, l’11 e il 29 aprile, sempre alle 21, per tre imperdibili concerti di alcuni tra i più illustri rappresentanti della scena nazionale e internazionale. Ad aprire la programmazione sarà niente di meno che un doppio concerto che vedrà sul palco prima il duo formato dal trombonista Gianluca Petrella e dal chitarrista Gabrio Baldacci e, a seguire, la straordinaria cantautrice italo-inglese Angela Ricci. “Un viaggio al centro del Blues”, è il titolo del concerto di Baldacci e Petrella che rivelano qualcosa in più sullo spettacolo e su un connubio artistico che nel tempo è divenuto una bella amicizia.

Quando avete iniziato a suonare insieme? Cosa vi unisce?

Gabrio Baldacci: «Abbiamo iniziato nel 2007, quando formammo il primo gruppo, la Cosmic Band, composto da 10 elementi. Allora ci conoscevamo solo musicalmente, ma ci siamo “piaciuti” da subito. La collaborazione è quindi proseguita con altri progetti di Gianluca, ad esempio Tubo Libre, seguito alla Cosmic. Ci unisce lo stesso modo di pensare la musica, il dialogo che riusciamo a creare quando suoniamo insieme e la voglia di sperimentare, sia rivisitando vecchi brani sia realizzando pezzi inediti».

Gianluca Petrella: «Ciò che più mi ha colpito di Gabrio è la sua vicinanza al blues, sonorità che a me interessa molto. Un’altra particolarità è che predilige un suono molto crudo, viscerale. Dal 2007 il sodalizio continua e, passando da un gruppo all’altro, si arriva al duo che proporremo a Mundus».

Cosa vedremo stasera?

Gabrio Baldacci: «Proporremo un omaggio al blues degli anni ’30, attraverso le figure dei grandi bluesman degli inizi, ovviamente rivisitato alla nostra maniera, con influenze che possono provenire da tutto, dal rock, dall’elettronica, dal free dal jazz fino ad arrivare all’improvvisazione».

Petrella: «Presenteremo il periodo iniziale del blues, quello più arcaico, più nudo, formato da chitarra e voce. Il concerto è frutto di un’approfondita ricerca su alcune sonorità che riguardano quel periodo: ovviamente non ci comportiamo da cover band, non ci interessa riprodurre in maniera scolastica quello che abbiamo sentito».

Un blues attualizzato dalla componente elettronica. I “puristi” cosa ne pensano?

Gabrio Baldacci: «L’elettronica si inserisce in questo genere innanzitutto con la manipolazione del suono che non sarà totalmente acustico. In questo modo riusciamo a ottenere una cosa che ci appartiene di più».

Gianluca Petrella: «Tendiamo sempre a inventarci qualcosa di nuovo. L’elettronica consente di modificare suoni acustici, di poter ripetere alcune frasi o ritmi creati dal vivo: è quindi frutto dell’improvvisazione, aiutata da multi effetti e materiale elettronico all’interno di una performance. Se il purista non apprezza è solo una questione di poca curiosità, scarsa apertura mentale verso qualcosa che può risultare strano».

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