Le Donatella: «La vittoria? In realtà non ce l’aspettavamo»
Era nell’aria, ma loro fino alla fine, non ci hanno creduto. Silvia e Giulia: "abbiamo vissuto alla giornata senza fare sogni"
Era nell’aria, ma loro fino alla fine, non ci hanno creduto. O per lo meno, alle prese con un mix di stanchezza e di euforia, di sballottamento da un capo all’altro del mondo e di forti emozioni per il ritorno a casa, non hanno avuto nemmeno il modo di pensarci più di tanto. E sono arrivate alle battute finali con la stessa semplice autenticità dell’inizio. Le gemelline modenesi Silvia e Giulia Provvedi, alias Le Donatella, hanno trionfato in uno dei reality “storici” della tv “L’Isola dei famosi”, battendo personaggi illustri e facendo breccia nel cuore di milioni di italiani che le hanno sostenute con il televoto traghettandole al successo finale. A parlare, “in nome collettivo”, di questo successo è Silvia, in una brevissima pausa a poche ore dal trionfo.
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Dopo i doverosi complimenti c’è una domanda d’obbligo: ve lo aspettavate di vincere o quanto ci contavate?
«In realtà non ce lo aspettavamo. Abbiamo vissuto tutta questa esperienza in modo spontaneo e naturale e, ma solo dopo un po’, ci siamo rese conto che proprio queste nostre caratteristiche ci hanno premiate ed anche portato fortuna non solo in relazione al pubblico ma anche agli stessi altri naufraghi. A vincere, però, non abbiamo mai pensato o per lo meno non lo abbiamo fatto fin quasi alla fine. Il nostro intento era quello di vivere alla giornata, di non farci castelli in aria e soprattutto di riuscire a tornare a Milano senza avere rimpianti».
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Quindi la vittoria vi ha prese un poco alla sprovvista o, almeno alla fine, avevate capito di potercela fare?
«Mah, forse quando abbiamo visto uscire Valerio, abbiamo cominciato a crederci. Anche se Brice, per noi, aveva grosse possibilità. La sua “Isola” è stata davvero dura, ha passato un mese e mezzo da solo ed è stato molto bravo. Comunque la vittoria è stata collettiva, tutti abbiamo vinto arrivando alla fine e superando difficoltà non piccole fisiche e psicologiche».
I rapporti con gli altri naufraghi: c’è qualcuno che vi è rimasto nel cuore più di altri?
«Ci siamo trovate bene con tutti, comunque Rocco è stato un punto di riferimento maschile così come Melissa lo è stata in quanto donna. Poi c’è Brice verso il quale abbiamo maturato amicizia e soprattutto una grande stima».
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Qualcuno ha storto il naso di fronte a certe platealità della puntata finale: lacrime, abiti da sposa, sbaciucchiamenti... “L’Isola” è davvero tutta autentica. O c’è anche qualcosa di organizzato?
«Tornare a casa è stata per tutti una grande emozione. Quando si parte, durante il viaggio da Milano all’Honduras, è come si andasse in una sorta di stand by che aiuta a gestire l’ansia, a fronteggiare i vacillamenti del cuore e della mente. E quando si torna è davvero una emozione fortissima, crolla questo scudo perché si ha tanta voglia di riabbracciare i propri cari.
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Di finto sia sull’isola che in studio, alla fine, non c’è nulla. Durante questa esperienza viene fuori davvero chi sei e in maniera autentica, nel bene e nel male. Ad esempio Brice per tutti e due i mesi ci ha sempre parlato della sua compagna e quindi per noi vederla, alla fine, vederli insieme, è stato bellissimo e commovente, un po’ come conoscere finalmente anche lei di persona dopo averla conosciuta da tempo attraverso i racconti del suo uomo».
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A parte quelli che potranno essere impegni professionali comuni pensi che si siano creati legami di amicizia che dureranno negli anni a venire?
«Penso proprio di sì. Abbiamo legato molto, specie con alcune persone, e si sono creati rapporti bellissimi. Per cui credo che faremo in modo di poterci rivedere, indipendentemente dal lavoro».
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Essere in due è stato probabilmente un vantaggio. La pensate così anche voi, o in alcuni momenti questo vi ha creato problemi?
«Sicuramente è stato più un aiuto che un problema anche perché noi siano molto legate e molto complici anche nella vita normale. Quindi pensiamo che essere in due non ci abbia per nulla svantaggiato, anzi. Soprattutto come sostegno psicologico penso sia stato un grande vantaggio».
Adesso cosa vi attende? È vero che è quasi pronto un vostro disco?
«Per ora siamo ancora un po’ confuse e frastornate. Da ieri sera dobbiamo ancora andare a dormire, ci sorregge solo l’adrenalina. Dopo la finale c’è stata una festa e abbiamo fatto mattina. E ora stiamo correndo da una parte all’altra di Milano per interviste, incontri. Appena avremo capito cosa ne sarà di noi sarà nostra premura informare tutti i nostri amici e coloro che ci seguono. In quanto al disco non siamo ancora pronte. Ma quando ci saranno novità ve lo faremo certamente sapere».
Rossella Sant’Unione
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