Gazzetta di Modena

Se la realtà è nuda e cruda

di Michele Fuoco
Se la realtà è nuda e cruda

A palazzo Brusati-Bonassi opere di Edi Brancolini e Gerico

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CARPI. È racconto di vicinanza all'uomo, ma anche di cose della natura la mostra “Nudi & crudi” che l'emiliano Edi Brancolini e il lombardo Gerico presentano a Carpi, fino a lunedì (10.30 - 12 e 17-19.30), nella saletta della Fondazione Cassa di Risparmio di Carpi, Palazzo Brusati-Bonassi. Di impianto narrativo è l'opera di Brancolini, con una simultaneità di scene, dove storie remote manifestano molti aspetti segreti del vivere contemporaneo. Nel senso di vastità, di solitudine e raccoglimento si sviluppa l'analisi del pittore carpigiano che tesse, con accostamenti talvolta azzardati, rapporti tra figure anche bibliche e profondi squarci ambientali per una ricognizione esistenziale di figure di un vasto campionario umano: dalla donna che si identifica nella roccia, per farsi fonte (acqua) di vita, alla quale si abbeverano il bambino e due uomini, all'isola felice dove trionfa l'amore nella stretta unità di due creature nude, mentre altre sono in meditazione, quasi per distaccarsi dalla condizione di realtà, come gli “stiliti” sulla montagna. L'itinerario della conoscenza tocca persino terre inesplorate, quelle dell'arcipelago della solitudine, della malinconia generato del disgelo degli iceberg; del metamorfismo, con il cambiamento geologico delle rocce, tra le cui fessure si sviluppa la vita umana e vegetale. La narrazione si fonda pure su citazioni letterarie (Per la più bella), con riferimenti a Paride, e bibliche (Tobia tra angeli e demoni; Esodo; Torre di Babele), con sempre nuove scoperte. Dipinge con accorta e rara solidità d'immagine anche Gerico che sa conferire ai prodotti della natura una calda atmosfera. Fiori in vasi acquistano luminosità e profondità in morbide cromie che giocano sul bianco e nero. Le stesse composizioni, fatte di ortaggi e frutti si connotano di dolcezza della terra, il cui segreto risiede nel colore sentito nella luce dorata, nelle suggestioni dello spazio e delle luci, non rinunciando mai alla dimensione della “crudità” che è bellezza dei prodotti naturali. L'artista realizza sulla tela una nuova e concreta memoria delle cose che mantengono una valenza di disincantata visione iperreale. Con Brancolini (ma anche con Fusi e Nigiani) Gerico ha indagato l'uomo nella “Divina Commedia” (Navigazione Ultima), con mostra alla Casa di Dante in Abruzzo, “La Vita Nova”, “Dante e Ovidio”. Nel 2008, antologica con monografia a Brescia.

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