Sylvie: «Da una città amica parte il mio addio alla danza»
La Guillem a Modena per gli ultimi ritocchi di “Life in Progress” lo spettacolo in prima mondiale martedì al teatro Pavarotti con il quale l’etoile chiuderà la carriera
MODENA. Scarpe da ginnastica, gonna a pieghe, dolcevita nero, capelli sciolti, un sorriso schietto e tanta semplicità: Sylvie Guillem, una delle ultime grandi stelle della danza mondiale, che inizierà proprio da Modena, martedì al Comunale, la tournée di chiusura della sua straordinaria carriera, ha ricevuto ieri pomeriggio il saluto del sindaco Muzzarelli che, a nome della città, l’ha ringraziata di aver scelto Modena come punto di partenza del suo ultimo spettacolo “Life in Progress” composto di quattro coreografie di cui due in prima assoluta. Assieme al direttore del Comunale Aldo Sisillo, il sindaco ha accolto la Guillem nella platea del teatro porgendole in segno di benvenuto e di riconoscenza la statua della Bonissima. «È un onore per noi averla qui - ha detto - in questo teatro che porta il nome di Luciano Pavarotti e dove, proprio di recente, abbiamo festeggiato la nostra soprano Mirella Freni. Esempi di arte e della grande bellezza dell’arte come quella che lei rappresenta e che siamo sicuri ancora una volta ci regalerà martedì sera».
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Ed in effetti la carriera di Sylvie Guillem è stata proprio intonata alla grande bellezza, quella di un’epoca d’oro della danza costellata di nomi mitici, uno fra tutti Rudolf Nureyev. «Eravamo giovani - ha detto Sylvie - e lui era straordinario, pieno di entusiasmo, di forza». E il sodalizio, come tanti altri nella carriera della etoile francese, diede frutti entrati nella storia del balletto. Un mondo, quello del balletto, allora mitico, oggi forse un po’ più “terreno”, da cui la danzatrice si appresta ad accomiatarsi con grande determinazione ma non senza la consapevolezza della difficoltà di un addio che segnerà una svolta nella sua vita non solo artistica ma soprattutto di persona.
«Sono felice di iniziare proprio a Modena questo ultimo tour. Qui sono sempre venuta volentieri, c’è una lunga amicizia che mi lega a questa città e mi lega a questo teatro, al suo direttore, a tutto lo staff. Un teatro che mi piacerebbe vedere in futuro anche dalla parte del pubblico, così come mi piacerebbe visitare meglio la città di cui apprezzo anche tanto la buona cucina. Comunque ho deciso di lasciare perché l’ho sentito; ho sentito che era arrivato il momento anche se so che il teatro, il palcoscenico e il pubblico mi mancheranno. Ma la vita va avanti, continuerà in un altro modo e io ho tanti interessi e passioni, da quelli ambientalisti a quelli per l’impegno sociale, alla ceramica, alla ricerca comunque della bellezza. La bellezza è importante, va insegnata ai bambini perché nella bellezza c’è anche la salvezza di un mondo e di un’umanità che oggi non stanno molto bene». Mai pensato all’insegnamento? ha buttato lì amichevolmente Aldo Sisillo. «No anche perché non amo i lavori ripetitivi. Non credo che lo farei». Intanto fino alla fine dell’anno Sylvie girerà il mondo per presentare il suo spettacolo. Uno spettacolo dal titolo quanto mai pertinente, con cui - come precisa - vorrà ringraziare soprattutto il pubblico, motore primo di una straordinaria carriera, ma anche tutti coloro che hanno lavorato con lei e per lei. «Un modo per dire grazie anche a loro - precisa - per dire che mi è piaciuto molto lavorare con loro, che è stato bello condividere tante esperienze artistiche in tutti questi anni bellissimi della mia carriera». Carriera cominciata da giovanissima, quando la Guillem, poco più che undicenne, dal mondo della ginnastica artistica approdò a quello della danza capendo che lì era la sua vita. «Sono partita - racconta ancora - come ginnasta, ma era una cosa diversa. Così la prima volta che ho calcato un palcoscenico, la prima volta che si sono spente le luci e si è aperto il sipario è stata una rivelazione. Ho capito che qui, in teatro, nella danza c’era qualcosa di diverso, che era qui che volevo stare». E da allora decenni trionfali in cui al suo nome si sono affiancati quelli di un’epoca d’oro e unica. Ed infatti alla domanda su come valuti l’attuale stato di salute della danza Sylvie risponde: «Si vedono tante cose, c’è tanta attività, ma il talento vero è raro, è raro incontrare figure che colpiscano. Ultimamente ho apprezzato una donna, Crystal Pite» si sbilancia. Quasi a confermarci nell’idea, però, che con il suo ritiro dalle scene se ne vada un altro pezzo di un’era irripetibile.
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