“Salò” di Pasolini quarant’anni dopo: i volti e la storia
Uomini di oggi che si rivedono ragazzi nelle foto di scena. Emozioni, momenti di riflessione, risate. Castelfranco ha accolto con grande orgoglio l'organizzazione della mostra per celebrare il 40°...
CASTELFRANCO. Uomini di oggi che si rivedono ragazzi nelle foto di scena. Emozioni, momenti di riflessione, risate. Castelfranco ha accolto con grande orgoglio l'oganizzazione della mostra per celebrare il 40° anniversario dell'uscita di "Salò o le 120 giornate di Sodoma" girato in parte a Villa Sorra e nei dintorni della cittadina.
Una mostra allestita dalla Pro Loco, con la collaborazione del Comune, al Museo "Anton Celeste Simonini" con le foto del Fondo Pasolini dell'archivio della Cineteca di Pordenone scattate da Deborah Beer e quelle di Aldo Dondi di proprietà del collezionista Maurizio Baroni. E poi memorabilia imperdibili come quello messo a disposizione dal "Fondo Pier Paolo Pasolini" della cineteca di Bologna: la sceneggiatura originale del film con gli appunti autografi del regista.
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All'ingresso, accolgono i visitatori due grandi pannelli realizzati dall'artista Paolo Rimondi e raffiguranti l'atmosfera del film in modo stilizzato. Di pregio anche il bozzetto disegnato dal giovane Gianmarco Valentino.
Presenti al vernissage Andrea Capelli, presidente della Pro Loco, l'assessore alla cultura Samantha Mazzoli, Maurizio Baroni e ospite d'onore Roberto Villa, fotografo che nel 1973 lavorò con Pasolini durante le riprese di "Il fiore delle Mille e una notte", nello Yemen. Ed è stato proprio il fotografo ad offrire ai visitatori un'ottica differente con la quale approcciarsi alle foto esposte: "Nell'opera di Pasoli tutto è metafora, nulla è verità intesa come realtà. A chi voleva imporgli di girare film "propagandistici" lui rispondeva con opere sociali che andavano a toccare gli aspetti salienti di quell'epoca, senza essere esplicitamente tinto di un colore politico. Era in costante lite con il Pci e con i suoi intellettuali, ma la sua filosofia fu sempre la stessa: bisogna essere politici e non partitici".
Durante la presentazione è stata analizzata nei particolari anche la violenza della pellicola (che verrà proiettata in versione integrale vietata ai minori di 18 anni, l'8 e il 9 aprile al Cinema Nuovo), “violenza esercitata sui corpi necessaria per far capire il dolore delle anime, tutto portato all'esagerazione affinchè rimasse impresso e non dimenticato, non commerciale, non di consumo, come tante pellicole del tempo girate solo per mero guadagno. "Alcune foto sono tecnicamente imperfette - ha continuato Villa - ma sono state scelte appositamente perchè significative".
Maurizio Baroni ha visionato tutte le foto scegliendo quelle più salienti per Castelfranco, nelle quali si potesse riconoscere chi fece da comparsa come, per citarne alcuni riconoscibili, Maurizio Bandieri, Claudio Ferri, Franco Tedeschi, Claudio Tedeschini, Beppe Boni. La mostra è solo uno dei tanti eventi che la Pro Loco ha organizzato per queste celebrazioni pasoliniane che si protrarranno fino al 19 aprile, data di chiusura della mostra.
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