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modena nelle cronache

Il conte morto per la “balota” e la bimba uccisa con il veleno

di Rolando Bussi
Il conte morto per la “balota” e la bimba uccisa con il veleno

Lunedì 6 aprile 1523 . È giunta oggi a Modena la notizia della morte del conte Annibale Rangoni in un castello nel territorio di Roma di proprietà della moglie.

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Lunedì 6 aprile 1523

. È giunta oggi a Modena la notizia della morte del conte Annibale Rangoni in un castello nel territorio di Roma di proprietà della moglie.

Un anno fa, la vigilia di Pasqua, i Bentivoglio avevano cercato di rientrare in Bologna con altri fuoriusciti, ma il tentativo era fallito, e molti erano rimasti feriti.

Il conte era con loro, e il cronista Tommasino Lancellotti ricorda che "uno schiope ge dete in una chiapa de culo", e che "per dita ferita è morto per non se havere potuto havere la balota": non si è potuto cioè estrarre il proiettile.

Martedì 7 aprile 1523

L'Inquisitore di San Domenico ha reso pubbliche in chiesa dopo la predica le motivazioni della condanna nei confronti del poeta e scrittore Panfilo Sasso. Gli aveva imposto di andare a messa in San Domenico per un anno tutte le feste comandate, ma Sasso si è dato ammalato e non si è presentato a scusarsi per i suoi errori. Si dice che aspetta notizie da Roma.

Giovedì 9 aprile 1523

Oggi il Governatore di Modena Francesco Guicciardini è andato a Reggio per prenderne la cittadella che è tenuta da Alberto Pio, e ha mandato avanti quei 2.000 soldati Spagnoli che sono passati per Modena alcuni giorni fa.

Questa notte alle 5 in castello è stata tagliata la testa a Geminiano figlio di Gabriele Trimbocco, colpevole di un delitto terribile. Ha fatto avvelenare una bambina figlia di Elia Trimbocco suo zio per rimanere erede dei suoi beni. Ha confessato di aver fatto preparare una caramella avvelenata a Geminiano Pignata speziale, suo inquilino, a cui ha dato 250 lire. Geminiano è riuscito a fuggire, e se lo cattureranno sarà tagliata anche a lui la testa.

Venerdì 10 aprile 1523

È giunta notizia in Modena che a Ferrara è arrivato un commissario del Papa Adriano VI. Il Papa ha comandato al Duca Alfonso d'Este di osservare gli accordi stabiliti, ma il Duca non ha voluto obbedire, e il Papa gli ha lanciato l'interdetto.

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