Gazzetta di Modena

Modena alla vigilia della Grande Guerra: ecco come eravamo

di Chiara Bazzani
Modena alla vigilia della Grande Guerra: ecco come eravamo

Tra fotografie e figurine la nostra storia d’inizio secolo grazie al progetto di teatro partecipato curato da Ert

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MODENA. Le immagini sono quelle delle fotografie, delle vignette, delle prime forme di pubblicità di una bibita alcolica o della margarina, ricordi che danno forma a un'epoca, che raccontano, attraverso piccole istantanee, le abitudini, la vita quotidiana e i sogni di un'umanità che si stava avviando verso la Grande Guerra.

Sono gli anni della Belle Epoque, narrati attraverso le immagini che provengono proprio da quel mondo, di cui qui diamo un piccolo assaggio e che sono raccolte, per i lettori, in versione integrale, nell'ambito del progetto teatrale Carissimi Padri sul sito della Gazzetta. In mostra la Belle Epoque, dunque, con il suo immaginario febbricitante, proiettato al futuro da un'incrollabile fiducia nella tecnologia, con i suoi sogni di macchine volanti, passeggiate sull'acqua, case e marciapiedi mobili, viaggi al Polo Nord su grandi dirigibili, vascelli su rotaie, o futuristiche città; ma anche le grandi esposizioni, a partire dalla Grande Esposizione Universale di Parigi, evento che apre il XX secolo, o le mostre di automobili che dovevano essere di grande interesse; treni, rombanti veicoli, ma anche momenti di relax ai giardini, sorseggiando una bibita alla menta o al caffè, banchetti della domenica o passatempi con le carte da gioco.

E la vita di tutti i giorni? Come si lavorava e cosa si faceva un secolo fa? C'era il lavoro nei campi, che non mancava di avvalersi delle nuove tecnologie, come la trebbiatrice azionata da macchine a vapore, poi c'erano facchini, barbieri, pastori. E le donne? Che spazio avevano le donne all'inizio del XX secolo? I mestieri femminili della Belle Epoque si distribuivano fra lavandaie, venditrici, ricamatrici, istitutrici, infermiere, ma c'erano già anche le operaie nell'industria. In questo mondo tra realtà e sogni anche il teatro non mancava di raccontare la sua realtà, a volte in modo accomodante, altre volte in maniera satirica e graffiante, una realtà che appunto ancora oggi rivediamo nelle fotografie delle prime macchine fotografiche in estera, in grado di restituirci i volti e gli ambienti di una Modena e di un'Europa che forse non sono poi così lontane dal nostro presente.

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