Gazzetta di Modena

Fioresi: due mostre per una missione negli Usa

Fioresi: due mostre per una missione negli Usa

L’artista partecipa a una collettiva sull’autoritratto a New York e a un’esposizione a San Diego

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MODENA. New York e San Diego: Stefano Fioresi punta con la sua arte sugli Stati Uniti. Infatti l'artista modenese partecipa alla mostra “Self: Portraits of Artists in Their Absence”, aperta fino al 3 maggio presso “National Academy Museum” di New York, e a “Cities of the World, Real and Created” alla Fallbrook Library di San Diego (California), che chiude il 2 maggio. Due appuntamenti di rilievo per il carattere internazionale delle manifestazioni in ci sono coinvolti famosi autori. Molto apprezzata la collettiva newyorkese, a cura di Filippo Fossati, Diana Thompson e Maurizio Pellegrin, perché da oltre 20 anni non si vedeva una mostra sull'autoritratto in un museo della Grande Mela. E in questa occasione ci sono nomi eccellenti, tra cui Grosz, Barnet, Thiebaud, Rauschenberg, Duchamp, Piero Manzoni, Meret e Oppenheim, Meier, Koons, Sherman. È interessante vedere come ogni artista si rapporti alla propria immagine e l'indagine, attraverso 150 opere, avviene con autoritratti della prima metà dell'Ottocento, appartenenti alla collezione del museo in cui si svolge la mostra, e del Novecento, provenienti da collezioni pubbliche e private. È una ricognizione sugli ultimi due secoli di un genere che si fa risalire al quattordicesimo secolo a.C. Non viene dimenticato in questa rassegna la grande onda della celebrazione di sé nella società del nostro tempo, grazie al digitale e a internet. Ecco il motivo della presenza di artisti di 30 paesi, con due sezioni interattive, alla cui realizzazione possono partecipare i visitatori con una fototessera da fare, all'ingresso, in una cabina fotografica (è quello che aveva proposto il modenese Franco Vaccari alla Biennale di Venenzia del 1972). Si possono anche inviare le immagini digitali al sito del Museo. Al pubblico viene chiesto, sulle scale che portano da un piano all'altro, di scrivere sui muri un pensiero autobiografico. L'esposizione prosegue nelle sale dell'adiacente Accademia con la mostra “Experiments in Self-Portraiture” in cui studenti e insegnanti della scuola espongono i loro autoritratti. Quattro artisti (i californiiani Jose Aponte e Kira Carillo Corser, l'italiano Stefano Fioresi e il messicano Carlos San Miguel) per la mostra a San Diego, curata da Larry Miller. I loro lavori descrivono città e persone di tutto il mondo, con fotografie e opere multimediali. Se due dei quattro artisti offrono una visione fotografica, di città in Asia, Africa, Europa e negli Stati Uniti, gli altri due sviluppano complessi montaggi fotografici e dipinti raffiguranti l'architettura e la cultura della città in Europa e negli Stati Uniti. Il modenese presenta un'installazione composta da nove opere di formato 80x60, raffiguranti gli scorci architettonici tipici, uniti alle situazioni dei luoghi più rappresentativi d'Italia. «Ho poi lavorato - dice Fioresi - con il colore dei fondi, realizzandoli a gruppi di tre in verde, bianco e rosso per formare la bandiera Italiana». (m.f.)

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