Caparezza, notte di musica con un tocco di teatro
Al Palapanini arriva “Museica Tour” che si annuncia un’esplosione di creatività L’album ispirato al mondo dei grandi pittori. «Più vicino agli AC/DC che al rap»
MODENA. Caparezza continua a seminare successi in tutta Italia con il suo Museica Tour che stasera (alle 21) fa tappa al Palapanini. I biglietti costano 18 euro e si possono acquistare direttamente al palasport a partire dalle 18; i cancelli verranno aperti alle 19.30.
Travestimenti, luci ed effetti speciali, gag e momenti teatrali animano il suo live, sempre più simile ad un musical più che a un semplice concerto. Le sue due ore di show contengono idee, creatività, spunti e stimoli. Molte delle canzoni in scaletta sono arricchite da una messa in scena personalizzata: carte da gioco che diventano persone, casse di legno che contengono quadri umani animano un continuo gioco alimentato dalla fontana di fantasia caparezziana.
Registrato a Molfetta e mixato a Los Angeles da Chris Lord-Alge, “Museica” è ispirato al mondo dell'arte. Sul palco con Caparezza suoneranno Salvatore Corrieri (batteria), Diego Perrone (voce), Gaetano Camporeale (tastierista), Alfredo Ferrero (chitarra), Giovanni Astorino (basso).
Caparezza, Muesica compie un anno. Puoi fare un bilancio?
«Sono soddisfatto perché in questo lavoro ho fatto tante cose che mai avevo fatto in passato. Ho ricevuto anche la Targa Tenco e sono arrivato nelle zone alte della classifica. Sono andato a suonare in Val d'Aosta dove non ero mai stato ed il bilancio è sicuramente positivo.
Ogni brano trae ispirazione da un'opera d'arte.
«L'idea è nata nei musei. Quando ho visto Van Gogh è scoppiata la scintilla ed ho voluto raccontare l'esigenza di un linguaggio creativo che vorrei venisse trasmesso. Mi piacerebbe che i pezzi dell'album potessero spingere le persone verso tutto ciò che è creativo. Siamo in un Paese che ha fatto della creatività una bandiera».
Tra i pittori che canti c'è qualcuno che si avvicina a Caparezza?
«Non credo anche se a volte sono vicino al Caravaggio, altre volte a Van Gogh che metteva l'espressione di sé nei quadri, come spero di fare io nella musica».
È vero che è un concerto da vedere oltre che sentire?
«Un po' come tutti i live, però questo è un vero spettacolo perché c'è di tutto. Oltre all'esecuzione musicale c'è voglia di comunicare le idee attraverso il linguaggio tipico del teatro».
Hai detto che la tua musica si avvicina più agli AC/DC che al rap.
«Perché in questo album ci sono molti strumenti suonati. Io non faccio il pop, ma rap che è uno degli elementi della cultura hi-pop, essenzialmente quello estetico. Chi fa rap utilizza campioni, ma io che faccio musica da diversi anni cerco anche di capire gli strumenti. Museica è molto energico pieno di chitarre elettriche ecco perché è più vicino agli AC/DC».
Hai avuto un ruolo nel film di Checco Zalone “Che bella giornata”. Ripeterai l'esperienza?
«No! Mi piacerebbe però scrivere delle colonne sonore. Ho fatto un piacere ad un amico ed è stato un film record d'incassi».
Come sarà la scaletta?
«Un inizio energico, la parte centrale riflessiva ed un finale quasi folk».
Nicola Calicchio
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