La forza delle parole racconta la guerra Incontri da domani
MODENA. Da domani prende il via la proposta teatrale "Parole in Guerra", curata da Claudio Longhi, in collaborazione con Ert Fondazione e la Fondazione del Collegio San Carlo, un sodalizio che giunge...
MODENA. Da domani prende il via la proposta teatrale "Parole in Guerra", curata da Claudio Longhi, in collaborazione con Ert Fondazione e la Fondazione del Collegio San Carlo, un sodalizio che giunge al quinto anno con proposte sempre di alto livello.
La formula quest'anno si rinnova, e si moltiplica rispetto al passato, proponendo tre appuntamenti in forma di letture, con una scelta di testi proposti da Carlo Altini, direttore del San Carlo, che si apriranno domani con "La Guerra del Peloponneso" di Tucidide, proseguiranno venerdì 17 aprile con "Il segno rosso del coraggio" di Stephen Crane, e termineranno giovedì 23 aprile con "Le vicende del bravo soldato Svejk" di Jaroslav Hasek. Gli appuntamenti sono tutti raddoppiati, con una replica alle 17.30 e una alle 21.
«Questo è un lavoro originale che si inscrive nei valori dell'autonomia e della ricerca ed elaborazione, associata ad una produzione che viene presentata ai cittadini – ha commentato Rberto Franchini, direttore scientifico del Collegio San Carlo - a mio parere un dovere per chi fa attività culturali e, credo, un valore importante comunque per la vita di un territorio». Gli spettacoli si inseriscono nel più ampio quadro del progetto teatrale "Carissimi Padri", coordinato da Claudio Longhi in collaborazione con Ert Fondazione che nasce per raccontare comprendere e proporre al pubblico il periodo che ha preceduto lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, che quest'anno ricorre nel centenario dell'ingresso in guerra dell'Italia.
«"Parole in Guerra" segna una sorta di forzatura rispetto a Carissimi Padri spiega Longhi – perchè là ci eravamo posti l'obiettivo di non parlare direttamente della guerra, mentre qui lo facciamo». Un progetto che vuole appunto raccontare la guerra e lo fa con il «peso delle parole» e una scelta drammaturgica che privilegia appunto le letture rispetto alla mise en espace, perchè, precisa Longhi, «per affrontare un oggetto particolare, come la guerra, eccessivo, enorme e che si nega per certi aspetti alla rappresentazione, ci affidiamo alla potenza del linguaggio, cercando di sfruttare ed esplorare il potere drammatico della parola. Sono tre appuntamenti che segnano una differenza sia in termini di epoche storiche che in termini di stile narrativo. Si parte con la parola alta e spietata di Tucidide, per arrivare a quella bassa e comica di Hasek, e fra questi due estremi, tra il polo tragico e quello comico, si inserisce Crane, con il suo impasto realistico».
«L'idea era di dare rotondità a un lavoro sulla guerra che noi portiamo avanti già dallo scorso anno – aggiunge Altini – nella prospettiva di proporre alla città una piccola enciclopedia di saperi. Allora ecco perchè partire da Tucidide e allo stesso tempo proporre sguardi diversi sulla guerra che corrispondono a tre fasi diverse con cui in Occidente è stato affrontato questo tema, che è un tema esistenziale per l'uomo. Con Tucidide abbiamo una dimensione dell'esistenza che è ancora molto vicina al divino. Con Crane la guerra è quella degli eserciti napoleonici, la guerra moderna, con eserciti schierati uno di fronte all'altro che hanno regole formali di ingaggio molto precise. Hasek propone invece uno sguardo sull'ultima delle guerre moderne, o la prima delle guerre post – moderne, la Grande Guerra; qui non ci sono più gli eserciti schierati, è già una guerra, come quelle attuali, che va a incidere sui soldati in primis ma anche sulle popolazioni civili». L'ingresso agli spettacoli è gratuito con prenotazione obbligatoria telefonica allo 059 421240/ 421208.
Chiara Bazzani
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