Viviani e i simboli della mela
Centro Studi Muratori: esposta anche la Pasqua di Zagaglia
MODENA. Ha diverse esistenze la mela che Vanni Viviani (1937-2002) ha elevato ad emblema del suo fare arte. Il frutto acquista tutti i caratteri di vicende umane e culturali che l'artista mantovano ha vissuto di persona o come osservatore. La mela finisce con l'assumere il valore di simbolo di amore, di sensualità, di solitudine, di nuova e prorompente vitalità e dinasmismo, quando viene sottoposta ad un processo di rinnovamento figurale e di arricchimento nel rapporto con elementi di natura, di architettura, di opere d'arte. C'è intensità di sentimento e pensiero nei dipinti e nelle sculture (ceramiche, bronzi) al Centro Studi Muratori, dove Viviani ritrova l'adorabile fascinazione di una spiga di grano che parla della laboriosa esistenza campestre e, simbolicamente, di forza, di una possibile convivenza pacifica tra gli uomini; della mela che assume le sembianze del poeta, il volto del desiderio, della terra, di albero dei sogni, di “plaisir de la table”. Ma pure di pomo della discordia, di riferimenti al concettuale surrealismo magrittiano. Alla mela è possibile il dialogo con l'archeologia, l'archittetura di Oscar Niemeyer, inventore di Brasilia, con “Ca di Pom”, la casa-studio a S. Giacomo delle Segnate (Mantova) dove Viviani, dopo gli anni giovanili a Bolzano, Parma e Milano, ritorna per farne il luogo di lavoro ed espositivo. Un luogo che, nel 2002, viene donato alla Fondazione Banca Agricola Mantovana per diventare un centro culturale e Museo Vanni Viviani, con attenzione all'attività dei giovani.
Nei spazi espositivi di via Castel Maraldo 19, esposta fino al 26 aprile anche la “Pasqua” di Beppe Zagaglia. Un connubio tra fotografia e tecniche miste per raccontare la passione di Cristo. Il procedimento compostivo avviene con immagini fotografiche scattate da Zazaglia su allestimenti scenici, appositamente preparati, collage di immagini anche di capolavori d'arte e colori che tendono a creare effetti di un clima di violenza e di morte. Si parte dell'Ultima Cena, con indicazioni all'opera di Leonardo, per passare a Gesù caricato della croce, all'incontro con Veronica, la morte, la deposizione, la resurrezione, l'atto di Gesù di spezzare il pane. Le opere hanno il carattere di storie di un destino individuale che è destino collettivo. Una terza mostra è dedicata ai lavori di pittori partecipanti a Fierarte, manifestazione della prossima Fiera di Modena.
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