E nella ceramica soffia la vita
Al Muratori di Vignola le sculture e le grafiche di Gualandi
VIGNOLA. Nella materia ceramica Paolo Gualandi incarna la realtà umana, conferendo una forte tensione di esistenza alle figure femminili, come mette in luce la mostra, fino al 19 aprile (da giovedì a domenica 15.30-18.30; festivi anche 10-12), al Salotto Muratori di Vignola. Una intensa vitalità che è anche sensualità emergente dalla pienezza delle forme di giovani donne di slancio e di risorse fisiche ma anche di dolcezza. Nelle nudità l'artista bolognese, che vive e lavora a Molino del Ballone, sulla riva della sorgente del Samoggia, cerca anche l'armonia, la perfezione fisica che si pone come rapporto pieno con la vita. Nella creta le figure finiscono col caricarsi di morbidezza, del colore e del calore della carne. La materia povera rinserra una vita di sottili e intimi moti, di desideri (l'albero del paradiso), di emotività, di tenerezze, tanto da indurre l'artista a dare alle sue sculture il nome di “farfallina”, “mascherina”. Alcune creature sono collocate su urne cenerarie, quasi ad esaltare la vita, in contrapposizione alla morte. Altre sono accovacciate, raccolte, piegate su se stesse, da manifestarsi ancora in forme evolutive, intime, non ancora modellate pienamente ma concepite solo nella loro tensione di esistenza. È la vita, di cui la donna è sorgente, che si dibatte nella sostanza materica, per affiorare da un'oscura germinazione interiore, dal “soffio” (ci sono sculture con il nome di “soffio di piombo”, “soffio aureo”, “soffio di terra”) creativo che lo scultore infonde ad ogni sua opera. È una figurazione pulsante di espressività, anche nelle opere grafiche, che assume cadenze nuove in immagini di amabile leggiadria, capaci di offrire, tra profili femminili, un percorso storico e artistico con richiami alla mitologia (Dafne, Vaso di Pandora), alle cariatidi, a reperti antichi, con la figura “mutilata” che esprime l'inquieta precarietà della condizione umana attraverso il tempo. Esperto e consapevole è il modo di fare scultura di Gualandi che, diplomato all'Accademia di Venezia con Alberto Viani, è stato docente di modellazione plastica al Liceo Artistico di Bologna. Sue le opere in bronzo per la porta della chiesa di Padre Marella a Bologna, il monumento ai caduti di Loiano e la grande corona in bronzo sulla tomba di Umberto II re d'Italia al Pantheon di Roma, la Resurrezione, in bronzo, nelle cripta della chiesa Metroplitana di S. Pietro a Bologna.
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