La Civica espone le sue donazioni: scelte 140 opere
Foto, disegni, incisioni di artisti anche stranieri Una sezione di lavori di Preti morto a 21 anni
MODENA. Oltre 140 opere, tra fotografie, disegni, tecniche miste e incisioni per la mostra di autori modenesi e di altre città, e persino stranieri, da domani alle 18, nelle sale superiori di Palazzo Santa Margherita. Una rassegna, a cura di Gabriella Roganti, aperta fino al 7 giugno (da mercoledì a venerdì 10.30-13 e 16-19.30; sabato, domenica e festivi 10.30 - 19.30) che si pone come selezione delle 500 opere acquisite dalla Galleria Civica in sette anni, alle quali si aggiungono altre inedite che fanno parte della Raccolta Civica che conta 5mila disegni e 4mila fotografie
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. «Si tratta di donazioni - sostiene la Roganti - fatte da artisti e collezionisti, anche con la formula del comodato. Ma si ricorre anche all'acquisto, attraverso mirate politiche di investimento culturale».
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Se da una parte, non mancano nuove immagini donate da Franco Fontana che ha stabilito un accordo con il Comune per donare fotografie di altri artisti, con cui esegue degli scambi, dall'altra ci sono le incisioni di autori italiani, realizzate in buona parte dalle stamperie d'arte del territorio nell'ultimo trentennio (1981-2012), in particolare il Bulino Edizioni d'Arte e il Laboratorio di Arte Grafica di Roberto Gatti, che l'Associazione per la diffusione dell'opera artistica di Modena, nata nel 1962 e sostenuta nel tempo anche dal sindaco Rubes Triva, ha voluto cedere alla Galleria Civica che «ha costruito - dice l'assessore alla Cultura Cavazza - un notevole patrimonio culturale da riscoprire in diverse occasioni espositive».
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E delle 114 incisioni donate dall'Associazione, grazie a Martino Righi che ne è stato presidente, e a Mauro Bini direttore del Bulino (che in un testo evidenzia come l'idea dell'Associaione sia nata da un gruppo di amici, appassionati e attivi frequentatori della neonata “Sala della Cultura”), sono stati scelti lavori, esposti nella terza sala, di tanti modenesi noti, tra cui Spattini, Trevisi e Venturelli, Benati. Bertani, Benassi, Biolchini, Cavallari, Chiesi, Cremaschi, Della Casa, Gentilini Leonelli, Lugli, Mac Mazzieri, Moncalieri, Palladini, Passoni, Righetti, Riva, Wainer Vaccari, Valbonesi, ma anche di artisti “fuori casa”, Carroll, Ceregato, Palladino, Treccani, Veronesi. È la prima sala ad accogliere la fotografia. A quella di Fontana si uniscono le immagini di Cresci, De Bisi, Scianna, Jean-Luc Deru, Harald Mante, Bertelli, Ballardini, Cozzi, Gilli, Zuelli, Mangano, Monzoni, Sonzogni, Bertuzzi.
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Ci sono pure Ghirri, Jodice, la spagnola Anna Malagrida e l'albanese Adrian Paci, nonché Massimiliano Gatti (con lavori della spedizione archeologica in Iraq) e Bruno Cattani che hanno vinto il premio BNL alla recente MIA-Milan Image Art Fair di Milano. Curiosa la foto di Lunardelli che raffigura Piero Manzoni con le sue scatole di “merda d'artista”.
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Tra le carte, anche a tecnica mista, della seconda sala un'opera di “realismo esistenziale” di Gianfranco Ferroni, l'informale di Romagnoni, il segno-scrittura della giapponese Yoshida, e i vari linguaggi dei modenesi: l'eclettico Celeste Simonini (donna seduta), Giovanardi, Bonetti, Alfarano, Giovannini, Loschi. Straordinari, nella quarta sala, i disegni di Giorgio Preti, morto a 21 anni, che dopo il diploma all'Istituto Venturi diventa assistente del maestro Vecchiati. Un talento, vocato alla cultura nelle sue differenti forme e alla sperimentazione, che manifesta una intensità tragica vicina a quella dell'irlandese Bacon. La famiglia ha donato tutte sue opere al Museo Civico che sta organizzando una grande esposizione.
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