Cesar Brie, un evento poetico declinato sui temi della famiglia
MODENA. Per César Brie il teatro è il racconto della vita. Da sempre l'attore-regista argentino è proteso a rilevare e descrivere gli aspetti più profondi dell'esistenza, dell'uomo, in generale,...
MODENA. Per César Brie il teatro è il racconto della vita. Da sempre l'attore-regista argentino è proteso a rilevare e descrivere gli aspetti più profondi dell'esistenza, dell'uomo, in generale, come quella sua personale. Provenendo da un paese ove in passato si negava la libertà d'espressione, ha conosciuto le conseguenze tragiche della dittatura e le problematiche dell'esilio. Ha poi però incontrato, in Europa, artisti coi quali ha saputo costruire un proprio percorso artistico dal quale è ripartito per fondare nuove, straordinarie avventure sudamericane.
Oggi, quasi suo malgrado, è diventato una figura imprescindibile nel panorama teatrale internazionale, giacché pochi come lui sono in grado di toccare le corde più profonde dello spettatore, sono capaci di trasformare sistematicamente l'allestimento scenico in esperienza poetica.
Ospite del Teatro delle Passioni fino al 29 aprile, propone ora uno spettacolo sui temi della famiglia e dei suoi archetipi, ricostruiti attraverso una sorta di immaginaria autobiografia attraverso la quale fare emergere i temi fondamentali legati, nell'esistenza, ai rapporti familiari.
“Ero”, il titolo, introduce subito a un filo conduttore connesso alla memoria, che via via disvela gli elementi essenziali su cui si è costruita l'esistenza, in primo luogo emotiva, del protagonista. Che, peraltro, si confonde, si intreccia con quella dello stesso artista, che utilizza la propria esperienza per ricostruire le vicende di amore, rancore, presenza e lontananza, gioie e rimpianti che accomunano l'intera umanità.
La scena, come quasi sempre minimale, presenta la figura di un uomo che con una zattera è in viaggio per ritrovare gli assenti, per risvegliarli e portarli con sé. Non è però, come si potrebbe immaginare, la nostalgia ad essere protagonista, quanto piuttosto la volontà di cogliere con consapevolezza le dinamiche su cui si fondano i legami sentimentali, e quanto questi incidano sulla formazione della personalità.
Lo spettacolo è anche occasione per Brie per togliersi qualche sassolino dalla scarpa, giungendo a considerazioni sia di carattere personale che riguardanti la sua vita d'artista, d'altro canto emblematica di un intero sistema verso il quale muove anche critiche tutt'altro che infondate.
In conclusione, però, resta soprattutto la sensazione di aver assistito ad un ennesimo evento poetico, come sempre accade col teatro di César Brie.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
