La magia della Nona eseguita senza direttore
Una spirale che restituisce un abbraccio. Formigine li ha accolti a braccia aperte, dedicando loro l’Auditorium. Loro hanno ricambiato con uno spettacolare concerto davanti agli 800 presenti ieri...
Una spirale che restituisce un abbraccio. Formigine li ha accolti a braccia aperte, dedicando loro l’Auditorium. Loro hanno ricambiato con uno spettacolare concerto davanti agli 800 presenti ieri alla Polisportiva.
Gli Spira Mirabilis hanno interpretato per la prima volta la Nona di Beethoven. «Per noi era un obiettivo lontano - ha detto Francesco Bossaglia, cornista e volto storico del gruppo - ci riusciamo dopo otto anni assieme: è un grande piacere».
Il gruppo è famoso per le “incursioni” travolgenti in mezzo al pubblico e per l’assenza di un direttore. Un punto di debolezza per alcuni, un punto di forza per loro, ensemble internazionale che si muove come una squadra.
«Forse è più facile suonare senza - ha confessato Katharina Naomi Paul, violinista - è molto stimolante». «Ci sentiamo parte di un gruppo - ha aggiunto Miriam Hüttner, suonatrice d’oboe - amiamo Formigine perché c’è una cultura molto aperta». «L’amiamo - ha ripreso Maria Alba Carmona Tobella, anche lei all’oboe - perché a Formigine ci sentiamo come a casa».
Come altri musicisti stranieri tornano volentieri in un paese che ha dedicato loro una struttura. «L’Auditorium a noi intitolato è un grandissimo onore», ha ripreso Maria Alba.
Tante le personalità: dal sindaco Maria Costi al predecessore Franco Richeldi. C’era Rita Nicolini, capo della Protezione Civile, e vari assessori. Molti i giovani presenti, che hanno circondato il loggione sin da molto prima dell’inizio. Poi sono arrivati loro, gli Spira Mirabilis. Accompagnati dal Coro Gazzotti, hanno interpretato l’Inno ala Gioia. Un toccante appello, in musica e parole, testimoniato dai volti giovani della Spira.
Gabriele Farina
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google