Gazzetta di Modena

Latella e la poetica di un classico

di Andrea Marcheselli
Latella e la poetica di un classico

“Ti regalo la mia morte, Veronika” si rifà alle figure femminili di Fassbinder e al tema della madre

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MODENA. Parte dalla consapevolezza di poter considerare Rainer Werner Fassbinder alla stregua di un classico la scelta di Antonio Latella di realizzare il suo nuovo spettacolo, “Ti regalo la mia morte, Veronika”, presentato ieri, dal regista, per l'occasione della prima assoluta che si terrà al Teatro Storchi domani sera, 7 maggio, alle 21. Alla presenza di Daniele Gualdi, presidente di Emilia Romagna Fondazione, di Pietro Valenti, direttore di Ert e dell'assessore alla Cultura, Rapporti con Università, Scuola del Comune di Modena Gianpietro Cavazza, il regista ha potuto illustrare i contenuti essenziali di questo lavoro scritto assieme a Federico Bellini e liberamente ispirato alla poetica del cinema fassbinderiano, che aveva già incontrato una decina di anni or sono con una rilettura teatrale di “Le lacrime amare di Petra von Kant”.

La base di questo nuovo lavoro non è peraltro un testo teatrale dell'artista bavarese, bensì si ispira all'opera cinematografica che Fassbinder ha dedicato alla rappresentazione e all'analisi della figura femminile, rievocando la vicenda di Veronika Voss, l'ultima tra le protagoniste del suo cinema, per incontrare diverse altre grandi immagini di donna attorno alle quali la sua arte si è sviluppata con grande profondità. In un viaggio della mente provocato/alterato dall'assunzione di droghe e medicinali Veronika ritrova Maria, Margot, Emma Kusters, Elvira, le protagoniste de “Il matrimonio di Maria Braun”, “Paura della paura”, “Il viaggio in cielo di Mamma Kusters”, “Un anno con tredici lune”, fino alla Martha dell'omonimo film, testimoni di una riflessione cinematografica divenuta negli anni quasi un'unica grande storia, un solo corpo che incarna in larga misura la poetica del loro ideatore. Che, d'altro canto, è la figura principale che sempre Veronika incontra in questo suo itinerario: creatore, regista, medico ma anche carnefice delle sue creature. Nello spettacolo assume poi grande importanza anche la presenza di un Coro, con la funzione di avvicinarlo il più possibile alla dimensione della tragedia greca, dove tutti sanno già quale sia il destino del protagonista e lo accompagnano verso la fine, ed allontanarsi decisamente da una realtà melodrammatica. Secondo Latella, comunque, il tema davvero centrale resterà quello della madre, più volte, forse sempre, presente nel cinema di Fassbinder: anche Veronika vorrebbe forse assumerne il ruolo, ma non le sarà mai possibile realizzare il proprio sogno. Interpreti di questo spettacolo, che probabilmente si rivelerà uno dei più significativi casi culturali dell'anno, sono Monica Piseddu, Annibale Pavone, Valentina Acca, Candida Neri, Caterina Carpio, Nicole Kehrberger, Fabio Pasquini, Maurizio Rippa, Massimo Arbarello, Sebastiano Di Bella e Fabio Bellitti. Non ci sarà, invece, come inizialmente previsto, Isabella Ferrari, considerata da Latella musa ispiratrice dello spettacolo, che per motivi personali ha tuttavia preferito lasciare il passo ad un'altra interprete.

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