De Summa a S. Anna dentro il carcere un teatro che unisce
MODENA. «Benvenuti a S. Anna!», una voce anonima dall'alto accompagnata da fischi, proveniente da una delle tante finestre chiuse con le sbarre di acciaio che circondano il cortile interno del...
MODENA. «Benvenuti a S. Anna!», una voce anonima dall'alto accompagnata da fischi, proveniente da una delle tante finestre chiuse con le sbarre di acciaio che circondano il cortile interno del Carcere, ha echeggiato nell'aria accogliendo i visitatori, pubblico e giornalisti - 55 ospiti “esterni” tra cui anche l'assessore Cavazza - che ieri pomeriggio si sono recati nella Casa Circondariale di Modena per assistere a uno spettacolo di teatro.
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Lo spettacolo era quello di Oscar De Summa, “Stasera sono in vena”, che ha aperto la rassegna di teatro contemporaneo Trasparenze. Un piccolo palcoscenico era a disposizione dell'attore all'interno del carcere e del pubblico, «il luogo in cui i detenuti frequentano il laboratorio di teatro», ha ricordato la direttrice del carcere. Quando è arrivato il pubblico dall'esterno loro erano già seduti al loro posto, in silenzio, in ordine.
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Oscar De Summa ha saputo rendere con grande leggerezza, una leggerezza data dalla maestria dell'attore, un tema che di leggero non ha proprio nulla. Lo spettacolo era infatti il racconto di un'esperienza di droga, la sua, vissuta a sedici anni, agli inizi degli anni '80 in Puglia, nel momento in cui si stava formando l'organizzazione criminale della Sacra Corona Unita. Dal titolo ironico e allusivo, “Stasera sono in vena” si è svolto nella forma della narrazione, un monologo dell'attore fatto di ricordi autobiografici e trasfigurazione poetica, in cui hanno preso corpo le avventure di un ragazzino di una sconosciuta provincia del Salento e dei suoi amici. Uno sguardo alla “Trainspotting”, comica e amara, su un'esperienza di emarginazione, di dolore che combatte un altro dolore, la ricerca di una “Panacea per tutti mali”, una medicina che tolga dall'imbarazzo di vivere», come l'ha descritta lo stesso De Summa.
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Erano gli anni in cui stava prendendo piede l'eroina, «una droga che ti anestetizza», e che in dieci anni ha trascinato con sè, fuori dalla vita, trentamila persone. «Una guerra civile». Lo spettacolo è scivolato velocemente verso la sua conclusione, con un pubblico che ha applaudito generosamente. Le persone costrette hanno lasciato la sala per prime, alcuni di loro visibilmente commossi hanno abbracciato gli attori che hanno reso possibile questa esperienza.
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