Gazzetta di Modena

Libri belli di Aldo Manuzio

di Michele Fuoco
Libri belli di Aldo Manuzio

Alla Biennale di Xilografia anche Isgrò e altri otto maestri

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CARPI. Inventò il libro tascabile Aldo Manuzio (Bassiano 1449 - Venezia 1515), umanista e primo editore in senso moderno al quale rende omaggio, presso Palazzo Pio, la XVII Biennale di Xilografia contemporanea, per i 500 anni della morte. Dodici suoi preziosi libri, scritti con un elegante carattere (corsivo aldino o italico) e dotati di illustrazioni xilografiche, vengono presentati fino al 2 giugno in questa rassegna, a cura di Manuela Rossi e Enzo De Martino. “Libri belli”, tra cui l'“Organon” di Aristotele e le due edizioni del “De Rerum Natura” di Lucrezio, dedicati ad Alberto III, perché Manuzio è stato a Carpi, tra il 1480 e il 1489, stabilendo un singolare rapporto, che durò fino alla morte, con l'ultimo signore dei Pio, del cui sostegno economico l'editore si avvalse per realizzare le sue affascinanti pubblicazioni, quando si trasferì a Venezia. Una relazione straordinaria registrata, nella Cappella di Palazzo dei Pio, anche dall'affresco di Bernardino Loschi raffigurante Alberto e Lionello II Pio con Manuzio e il filosofo mantovano Pietro Pomponazzi. Tutti da scoprire i pregevoli volumi, tra cui il commento alle “Opere logiche” di Aristotele, “Liber de imaginatione” di Giovan Francesco Pico, cugino di Alberto Pio, “Le terze rime di Dante”. Spicca “Hypnerotomachia Poliphili” dell'umanista Francesco Colonna, ritenuto “il libro più bello del mondo”, per il ricco ed eccezionale apparato iconografico (172 xilografie attribuite, per lo più, a Benedetto Bordon) che in questo romanzo allegorico dialoga con tanti riferimenti letterari, in italiano latinizzante mescolato al greco, che spaziano dalla Commedia dantesca ai Trionfi di Petrarca. E al “Polifolo” Emilio Isgrò (78 anni) artista concettuale, scrittore poeta e critico, ha portato, come fatto creativo, le sue famose “cancellature”. Stessa operazione, “eversiva o protettiva della scrittura”, su testi di Platone, Aristotele e Pitagora scritti da Pico della Mirandola che Panuzio incontrò nel periodo in cui dimorò a Carpi. A Ugo da Carpi (1468-1532), inventore del chiaroscuro a più legni (ha intagliato tante immagini anche per Raffaello a Roma e per Tiziano a Venezia), al quale è legata dalla nascita la Biennale, l'omaggio di otto xilografi italiani: Mimmo Paladino, Riccardo Licata (morto nel 2014 a 85 anni), Tommaso Cascella, Nicola Sene, Francesco Vaccarone, Luigi Spacal, Luigi Veronesi, Antonio Pettinicchi.

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