Ligabue: «È tempo di festa Ci vediamo al Campo Volo»
«La mia carriera? Ho realizzato un sogno e mi sento ancora più ispirato che mai» Concerto il 19 settembre, cancelli aperti dal giorno prima. Biglietti già in vendita
REGGIO EMILIA. «Un quarto di secolo? Ne ho viste e raccontate di cose in questi anni! Eppure non mi sono mai sentito così ispirato e in forma come adesso». A parlare è Luciano Ligabue che, proprio in questi giorni, festeggia 25 anni di carriera e che l’altra sera ha convocato la stampa al Campo Volo proprio per comunicare il grande evento che si svolgerà a settembre e che suggellerà l’importante tappa artistica del rocker.
Un traguardo importante, quello dei 25 anni, un percorso ricco di soddisfazioni che lo hanno fatto diventare uno degli artisti italiani più amati di sempre. Il suo viaggio in musica è cominciato presto, già da ragazzino, ma è stato solo nel 1990 con l'uscita di “Ligabue”, il primo vero album, che le porte del successo si sono spalancate.
«È tempo di festeggiare. E quest'anno si torna al Campovolo - annuncia il rocker di Correggio - Il 19 settembre organizzeremo un raduno speciale per ripercorrere le tappe fondamentali della mia storia artistica». A dieci anni di distanza dal primo Campovolo, e a tre da “Italia Loves Emilia”, il Liga tornerà dunque ad esibirsi nella suggestiva location di Reggio Emilia, di fronte a duecentomila fan scatenati.
«Per la prima volta in assoluto suoneremo integralmente il mio disco d'esordio. Con me ci saranno i ClanDestino, band con la quale ho realizzato l'album venticinque anni fa. Proporrò anche tutte le canzoni contenute in “Buon compleanno Elvis”, accompagnato sul palco da La Banda, la formazione dell'epoca. Infine, ripercorreremo tutte le canzoni degli anni successivi, fino a “Mondovisione”, affiancato da Il Gruppo».
Campovolo - La Festa 2015 (biglietti già in vendita su Ticketone con tanto di gadget speciali in regalo) sarà un evento unico nel suo genere. Un momento di aggregazione e di divertimento che aprirà i battenti già il giorno prima, il 18 settembre, con il Liga Village pronto ad intrattenere il pubblico con giocolieri, animazione, proiezioni, mostre e molto altro ancora.
«Stiamo per organizzare anche due making of che andranno in onda in televisione - aggiunge Luciano Ligabue - Registreremo immagini esclusive e raccoglieremo materiale per rendere omaggio anche alle persone che purtroppo non ci sono più ma che sono state molto importanti per me».
Ma come sono stati questi 25 anni di carriera? «Avventurosi, inaspettati, appaganti - ci rivela - Un sogno realizzato. Se ripenso agli esordi, quando mi rivedo, mi faccio tenerezza! (ride, ndr). Se all'epoca ci fossero stati i talent e io avessi partecipato, mi avrebbero detto: “guarda come ti muovi! Ma come cavolo ti vesti?” Per fortuna non esistevano!».
Ripercorrendo la sua lunga carriera, l'artista 55enne ricorda non solo i momenti belli, i record di vendite, i sold out dei tour e i premi vinti, ma anche le fasi negative.
«Ho avuto diversi scivoloni in questi 25 anni - confessa - Ad esempio il mio terzo album, “Sopravvissuti e Sopravviventi”, ma anche “Miss Mondo” del 1999. Cadute che mi sono meritato e che mi sono servite. Oggi, quando scrivo le mie canzoni, tendo a sfiorare la basicità. I brani devono avere un’indole popolare, arrivare in modo chiaro alla gente. Con il passare del tempo sono cambiato parecchio - continua il cantautore - Dall'incoscienza dei primi anni sono passato a una maggiore responsabilità e lucidità. A inizio carriera, per affrontare certi temi, mi nascondevo dietro personaggi diversi. Adesso canto in prima persona».
E quando gli chiediamo di parlarci del suo rapporto con i fan e cosa si prova ad esibirsi di fronte a così tante persone, Luciano risponde così: «Provo profonda gratitudine. E ancora mi stupisco di certe cose. Recentemente sono stato in giro per il mondo. Mi sono esibito in posti che mai avrei immaginato di raggiungere. Pensavo di suonare per alcuni fan italiani residenti all'estero. E invece mi sono ritrovato gruppi di giapponesi e di americani che sapevano a memoria tutte le mie canzoni. Oggi posso dire di sentirmi davvero appagato e di aver ancora tanta voglia di scrivere nuove canzoni».
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