Dai banchi alla piazza per fare teatro
Spettacolo dedicato a Matilde di Canossa con studenti diretti da Toni Contartese
MODENA. Sono trascorsi nove secoli dalla morte nel 1115 di Matilde di Canossa, nata nel 1046 e protagonista della storia italiana del Medioevo tra XI e XII secolo. Nel nono centenario, alla gran contessa Modena ha dedicato un progetto di teatro scolastico, per iniziativa del Coordinamento Sito Unesco che ha sede al Museo civico d’arte e in collaborazione con i Musei del Duomo. L’esito della sperimentazione - coordinata da Luana Ponzoni e Simona Pedrazzi dei Musei civici e affidata all’associazione Sted - è la messa in scena dello spettacolo “Matilde forever” in programma domenica alle 18.30 a ingresso libero in piazza Grande (alla Chiesa di San Carlo in caso di maltempo).
Sabato dalle 19 alle 21, in occasione della notte bianca, in piazza Grande si potrà partecipare ogni 20 minuti a una anteprima itinerante della rappresentazione, affidata alla regia di Toni Contartese con la partecipazione di studenti del Liceo San Carlo e dell’istituto Fermi di Modena, affiancati da danzatori dello Sted e da un trio di musicisti (Saverio Martinelli, Giada Gallo e Rebecca Innocenti). Ai giovani attori si sono affiancati gli studenti dell’Istituto Deledda che hanno realizzato i costumi e quelli dell’Istituto d’Arte Venturi che hanno curato la grafica e la documentazione fotografica e video.
La drammaturgia è stata sviluppata nel corso dell’intero anno scolastico sotto la guida del regista Contartese, grazie alla collaborazione tra studenti, insegnanti, ed esperti della vita della contessa. Lo spettacolo, infatti, è il risultato di una ricerca volta all’integrazione di espressioni artistiche diverse a partire da un incontro tenutosi a dicembre con Giovanna Caselgrandi dei Musei del Duomo. Figlia del Marchese Bonifacio di Canossa e di Beatrice di Lorena, Matilde visse in un periodo di profondi mutamenti religiosi e istituzionali. Fu figura di riferimento per la costruzione del Duomo di Lanfranco e Wiligelmo, come dimostrano il testo e le miniature della “Relatio de innovatione ecclesie sancti Geminiani”, manoscritto medievale esposto ai Musei del Duomo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google