Gazzetta di Modena

Il piano di Tigran Hamasyan in ricordo del popolo armeno

Il piano di Tigran Hamasyan in ricordo del popolo armeno

Secondo appuntamento concertistico in occasione dei cento anni del genocidio Prima dello spettacolo, alle 20, un incontro con l’ambasciatore Sargis Ghazaryan

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MODENA. Si apre proprio a Modena questa sera il tour in Italia del jazzista armeno Tigran Hamasyan. Il musicista sarà ospite della rassegna “L’Altro Suono” nella chiesa di San Carlo dove prima del concerto ci sarà anche un incontro con l'ambasciatore in Italia della repubblica di Armenia Sargis Ghazaryan che alle 20 rivolgerà un breve saluto al pubblico. Alle 21 il concerto del pianista che presenta in prima italiana un nuovo progetto dedicato all’Armenia insieme al coro da camera di Yerevan. La tournée di Tigran, che si concluderà a New York a dicembre 2015, proseguirà in numerose altre città fra le quali Strasburgo, Praga, Lione, Istanbul, Londra e Los Angeles. Lo spettacolo, dopo il concerto di Jordi Savall dello scorso 21 aprile, costituisce il secondo appuntamento presentato da l’Altro Suono in ricordo dei cento anni del genocidio armeno.

Pianista jazz di fama internazionale, premiato da Herbie Hankock, apprezzato da Chick Corea e Bred Mehldau, Tigran Hamasyan si prepara a portare a Modena in prima nazionale il suo ultimo progetto, un programma di brani per pianoforte unito a un coro tradizionale armeno, suo Paese d’origine, che approderà in autunno in un disco per la prestigiosa etichetta Ecm. “Luys i Luso”, letteralmente “luce dalle luci”, realizzato insieme al Coro da Camera di Yerevan, capitale dell’Armenia e una delle più antiche città del mondo, è un omaggio al centenario del genocidio armeno, un concerto con il quale Tigran ha intrapreso un tour, partito il 24 marzo proprio da Yerevan, che coinvolge chiese di tutto il mondo, Georgia, Turchia, Libano, Francia, Belgio, Svizzera, Repubblica Ceca, Inghilterra, Germania, Lussemburgo, Russia e Stati Uniti, a New York e Los Angeles. “Luys i Luso” è una reinterpretazione di musiche sacre armene che vanno dal medioevo all’Ottocento, arrangiate in un contesto completamente nuovo per pianoforte e voci dallo stesso Tigran. Le composizioni sono quasi tutte in grabar, l’‘armeno classico’, la lingua più antica. Il progetto si propone come rivalutazione dei maggiori autori della musica armena sacra e popolare e come omaggio ai padri degli inni e dei canti sacri armeni, riportando un patrimonio musicale ricco e affascinante nelle chiese e nei monasteri nei quali ha avuto origine. Il lungo tour in Turchia di Tigran tocca infatti la provincia storica di Vaspurakan, dove è vissuto intorno all’anno mille Grigor Narekatsi, monaco, teologo, poeta, santificato dalla chiesa armena. Il monastero era uno dei centri principali nell’Armenia medioevale e aveva un’importante scuola; fu abbandonato nel 1915 durante i massacri a opera degli ottomani e demolito nel 1951. Fra le musiche liturgiche e popolari arrangiate da Tigran si trovano anche brani di Mesrop Mashtots, teologo, autore e linguista, oltre che monaco, famoso per essere stato l’inventore dell’alfabeto armeno, nel 405, dando il via a quella che viene definita l’età d’oro della letteratura cristiana armena. A Mashtots si devono anche raccolte di preghiere, commenti ai testi sacri e inni costruiti su un sistema musicale di otto modi che fanno di lui un padre fondatore della liturgia armena.

Nato in Armenia nel 1987, Tigran si è trasferito con la sua famiglia a Los Angeles nel 2003, anno in cui ha vinto il prestigioso concorso del festival jazz di Montreux. Due anni più tardi, diciottenne, ha pubblicato il suo primo album, World Passion, e nello stesso anno ha vinto un altro concorso importante per i pianisti jazz di tutto il mondo, il Thelonious Monk International Jazz Piano Competition di Washington. Oltre ad una costante attività concertistica, Tigran ha sfornato nuovi progetti dal titolo New Era (2008), Red Hail (2009), A Fable (2011), vincitore del Victoires de la Musique, Shadow Theater del 2013 e Mockroot uscito a febbraio 2015 per l’etichetta Nonesuch. Folk armeno, loop elettronici, vocalità sacra, indie e hard rock sono diventati i confini entro i quali il pianista si muove. Il Coro di Yerevan è stato fondato nel 1996 con il patrocinio del Catholicos d'Armenia e del Patriarca Supremo Karekin II con l’intento di eseguire i capolavori classici e contemporanei armeni. Una decina gli album di musica tradizionale registrati ad oggi, con premi e tour internazionali.

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