Gazzetta di Modena

Matilde di Canossa appare in piazza

Matilde di Canossa appare in piazza

Oggi pomeriggio la rappresentazione, realizzata dai ragazzi delle superiori

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MODENA. Sono trascorsi nove secoli dalla morte nel 1115 di Matilde di Canossa, nata nel 1046 e protagonista della storia italiana del Medioevo tra XI e XII secolo. Nel nono centenario, alla gran contessa, Modena ha dedicato un progetto di teatro scolastico, per iniziativa del Coordinamento Sito Unesco che ha sede al Museo civico d’arte e in collaborazione con i Musei del Duomo.

L’esito della sperimentazione - coordinata da Luana Ponzoni e Simona Pedrazzi dei Musei civici e affidata all’associazione Sted - è la messa in scena dello spettacolo “Matilde forever” in programma oggi, alle 18.30 a ingresso libero, in piazza Grande (alla Chiesa di San Carlo in caso di maltempo).

Ieri, in occasione della notte bianca, in piazza Grande è stata proposta ogni 20 minuti un'anteprima itinerante della rappresentazione, affidata alla regia di Toni Contartese con la partecipazione di studenti del Liceo San Carlo e dell’istituto Fermi di Modena, affiancati da danzatori dello Sted e da un trio di musicisti (Saverio Martinelli, Giada Gallo e Rebecca Innocenti). Ai giovani attori si sono affiancati gli studenti dell’Istituto Deledda che hanno realizzato i costumi e quelli dell’Istituto d’Arte  Venturi che hanno curato la grafica e la documentazione fotografica e video. La drammaturgia è stata sviluppata nel corso dell’intero anno scolastico sotto la guida del regista Contartese, grazie alla collaborazione tra studenti, insegnanti, ed esperti della vita della contessa.

Lo spettacolo è il risultato di una ricerca volta all’integrazione di espressioni artistiche diverse (danza, musica dal vivo, canto e recitazione) a partire da un incontro tenutosi nel dicembre 2014 con Giovanna Caselgrandi dei Musei del Duomo.

«L’esempio di determinazione e coraggio della contessa – spiegano i promotori – dà un valore formativo aggiunto all’esperienza degli studenti, coinvolti in modo originale e attivo nella ricostruzione e attualizzazione della storia. A riconoscere le potenzialità positive di questa sperimentazione sono stati anche i privati che hanno coperto i costi: circa ottomila euro. Al Soroptimist Club di Modena grazie all’entusiasmo della presidente Rosarita Bertoli, si sono affiancati l’Istituto di ricerche Agrindustria, Nem Hydraulics e Banca Interprovinciale».

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