Gazzetta di Modena

L’Altro Suono chiude con Eyvind Kang e le sue suggestioni

L’Altro Suono chiude con Eyvind Kang e le sue suggestioni

MODENA. Si terrà alle 21 di domani al Teatro Storchi l’ultimo appuntamento dell’Altro Suono festival. In concerto il nuovo progetto del musicista americano Eyvind Kang, presentato in coproduzione con...

2 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Si terrà alle 21 di domani al Teatro Storchi l’ultimo appuntamento dell’Altro Suono festival. In concerto il nuovo progetto del musicista americano Eyvind Kang, presentato in coproduzione con AngelicA di Bologna e in prima esecuzione assoluta a Modena. In programma Virginal Coordinates, un’esperienza musicale intrapresa la prima volta da Kang con AngelicA nel 2000 a Bologna che portò alla produzione del sesto album ufficiale del musicista.

La composizione sarà realizzata questa volta insieme a Mg Inc Orchestra, il primo ensemble italiano nato grazie a una campagna di crowdfunding e alla volontà di due giovani musicisti, Myriam Farina e Guido Ponzini, di creare una realtà musicale unica e inedita. L'Orchestra opera con l’obiettivo di far emergere i giovani talenti attraverso la commissione di nuove opere inedite oppure attraverso collaborazioni con artisti di fama internazionale, affermati nel campo della ricerca musicale o nell'uso di nuove tecnologie. Al progetto parteciperanno anche il cantante Alan Bishop e il pianista bolognese Marco Dalpane.

Eyvind Kang è uno dei talenti musicali più eterogenei del nostro tempo. Violinista, compositore e arrangiatore, unisce scrittura e improvvisazione in un territorio che sorprende per incursioni estreme nelle tradizioni più distanti – temporalmente e geograficamente, dal medioevo al continente asiatico – quanto nella sperimentazione di matrice rock e jazz. Artista concettuale, mistico, narrativo, è un viaggiatore che ama legare intimamente i suoi progetti a tempi e luoghi.

«Nel 2000 – spiega Eyvind Kang - ho avuto l'onore di essere invitato ad AngelicA, dove ho composto la musica di quello che è poi diventato un album, Virginal Coordinates. In quell’occasione, arrivai a Bologna senza aver scritto una nota, poiché ritenevo che il mio lavoro dovesse essere delimitato dal tempo e dallo spazio, dalle personalità e dalle dinamiche dei musicisti dell’ensemble».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google