Modenese “smaschera” Renzi e scala la classifica Amazon
Alessandro Menabue è l’autore di “The Great Pretender”: l'book è terzo dietro Travaglio e Angela. «Il premier? Un impostore e vi spiego perché»
Un exploit di tutto rispetto: primo libro pubblicato e già terzo nella classifica nazionale Amazon per la sezione "Politica". L'autore è Alessandro Menabue, 43enne modenese, figura nota in città non solo per la sua competenza in campo musicale, ma anche per le sue pungenti critiche al sistema politico italiano che pubblica sul suo blog: alessandromenuabue.it
Ad attirare i lettori è il suo libro "The Great Pretender: Matteo Renzi, il grande impostore" che in pochi giorni si è piazzato poco dopo il numero 800 della classifica generale dei libri più venduti dal colosso librario multinazionale in Italia e numero 3 per la politica subito dopo Marco Travaglio e Piero Angela. È un libro di una settantina di pagine che analizza tutti i testi ed i principali discorsi di Renzi, da quando era Il Rottamatore al 2014, paragonandoli con cosa ha fatto il Renzi premier e capo di partito rispetto a quanto annunciava. Il sottotitolo nella scheda di Amazon non lascia margini di dubbio: “Bugie, mistificazioni, disinformazione, spregiudicatezza. Dai boy scout a Palazzo Chigi “. Nella scheda, Menabue scrive: “I primi ad essere stati ingannati sono proprio gli elettori del partito di cui è segretario. Eppure molti di loro preferiscono non vedere (perché l'importante è vincere, a costo di perdere identità e coerenza, mentre altri - una minoranza che gli occhi li tiene ben aperti - non si riconoscono più nel Pd. Poi ci sono coloro che non vedono per molteplici motivi: disinformazione, fatalismo, fiducia nell'uomo forte di turno. Mentre scrivevo The Great Pretender - dove attraverso l'analisi delle parole di Renzi si spiega come il premier abbia speso gli ultimi dieci anni per preparare la sua scalata al potere - il mio pensiero era rivolto soprattutto verso quest'ultima categoria di persone: è a loro che vorrei che fosse fatto leggere quanto ho scritto, perché mi piace pensare che ci sono ancora persone disposte, se informate, a rivedere le proprie convinzioni».
Menabue, come è nato questo libro?
«Da una mia curiosità personale. Mi capitava spesso di commentare sul mio blog i discorsi di Renzi finché non ho sentito l'esigenza di verificarli. Così ho dato fondo alla mia riserva di masochismo e mi sono letto tutti e sei i libri che ha scritto da "Tra De Gasperi e gli U2" in poi, ho letto i discorsi della Leopolda e le interviste sui principali quotidiani dal 2006 al 2011 seguendo i cambiamenti della sua figura, da sindaco al Rottamatore fino al leader».
Cosa ne è emerso?
«Ne è emersa la differenza tra ciò che progettava e prometteva e ciò che si è realizzato. Pochi forse ricordano che fino a tre anni fa Renzi aveva un programma che si può definire quasi di sinistra. Proponeva riforme e cambiamenti davvero progressisti, come neppure i due governi D'Alema e dopo Veltroni hanno avuto il coraggio di proporre. Il problema non erano perciò le sue proposte, ma le sue realizzazioni».
E cosa ha realizzato, insomma?
«Niente di tutto quello che proponeva. I suoi libri contenevano un elenco di buoni propositi. Pensiamo solo al fatto che ha detto chiaramente di voler riportare la politica al centro dell'attenzione. In una frase celebre disse persino che non bastavano due slide e tre battute per fare politica. Ed è quello che usa e fa oggi».
Fa impressione essere in classifica subito dietro Travaglio e Piero Angela e davanti a Romano Prodi?
«Certo. E' piacevole. Ma non è un motivo per montarsi la testa. Parliamo di una nicchia editoriale come i libri di politica».
E ora?
«Intanto mi concentro sull'edizione cartacea che è solo on-demand ed è attiva dall'altro giorno. Poi vedremo. Mi piacerebbe approfondire questa esperienza e continuare a lavorare come blogger».
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