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il commento

Tanti attori popolari ma soltanto con garanzia di qualità

Quasi certamente, se si chiedesse a una persona per strada quale artista potrebbe desiderare di andare a vedere a teatro, la risposta sarebbe uno dei nomi in cartellone al Michelangelo la prossima...

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Quasi certamente, se si chiedesse a una persona per strada quale artista potrebbe desiderare di andare a vedere a teatro, la risposta sarebbe uno dei nomi in cartellone al Michelangelo la prossima stagione. Qui, in certa misura, sta uno dei segreti della longevità di un teatro che tuttavia non si limita a proporre semplicemente figure di grande notorietà. Il suo direttore, Berto Gavioli, tiene a sottolineare di aver selezionato ogni spettacolo dopo averlo visionato e giudicato idoneo per il suo pubblico. Un pubblico che nel tempo è cresciuto anche grazie ad una programmazione di qualità, di sicura professionalità, non certo svilita dall'intonazione comica delle rappresentazioni solitamente ospitate nella sala di via Giardini. Anche i nomi spiccatamente "televisivi" che si succederanno sul palco sono figure rodate in questo senso, come i Pannofino, i Manera, i Cornacchioni. Certo, l'inizio è col botto, con tre veri mostri sacri dello spettacolo leggero come Barbara Bouchet, Corinne Clery e Iva Zanicchi, ma tutto il programma - che comprende, fra gli altri, il grande successo di Jeanne Bobrick "Weekend Comedy" - non fa che confermare il pieno diritto del Michelangelo di godere di un proprio spazio, tutt'altro che ridotto, in una città divenuta sede di un "teatro nazionale". Anche il Michelangelo, negli ultimi ventotto anni, ha contribuito a far crescere a Modena la cultura teatrale, e il pubblico modenese pensiamo non possa che confermare l'apprezzamento fin qui dimostratogli.

Andrea Marcheselli

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