Ert eccellente Ma tutti devono fare la loro parte
di Andrea Marcheselli Alla fine, la prossima stagione di Ert, dopo la classificazione di Teatro Nazionale, non sembra presentarsi così diversa dalle precedenti: quindi, di eccellente qualità. In...
di Andrea Marcheselli
Alla fine, la prossima stagione di Ert, dopo la classificazione di Teatro Nazionale, non sembra presentarsi così diversa dalle precedenti: quindi, di eccellente qualità. In definitiva, parrebbero fugate le preoccupazioni che fino a ieri paventavamo. L'impressione è che ancora una volta, forse più di una volta, il nostro teatro stabile si stia dimostrando in grado di ottimizzare al massimo le risorse per consentire lo sviluppo di progetti che non comincino, né finiscano, con la semplice ospitalità di spettacoli in cartellone, di produzione propria o altrui, bensì propongano percorsi di coinvolgimento del territorio, di formazione degli artisti, di crescita del pubblico, seguendo un disegno i cui contorni appaiono in costante evoluzione. Il problema, tuttavia, è che qualcuno, ad altri livelli, sembrerebbe intenzionato a far nozze coi fichi secchi. Le riforme, le innovazioni, rischiano sterilità e velleitarismo se non si prevedono i fondi per finanziarle. Il Ministero ha istituito i Teatri Nazionali, ma ci pare di capire che le risorse su cui dovrebbero basarsi siano di là da venire, se non addirittura lontane dall'essere assicurate in misura adeguata. Sono anni di crisi, certo, ma non ci sarebbe molto di nuovo rispetto a periodi anche più rigogliosi, relativamente alla considerazione istituzionale per le questioni di natura culturale. Anche l'intervento dell'assessore non ci pare rassicurante circa la realizzazione del nuovo Teatro delle Passioni. Auspichiamo che alle parole seguano veramente i fatti, perché assistere a spettacoli come il “Faust” con l'Opera di Pechino, “Battlefield” di Peter Brook, la “Fedra” di De Rosa o il Circa Ensemble, per citare alcuni dei protagonisti di una nuova ottima stagione, non diventino, col tempo, semplici meteore in un panorama ingrigito da un progressivo decremento dei fondi a disposizione.
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