Il Comune palcoscenico dei “Padri”
Successo dello spettacolo di Longhi sull’ingresso dell’Italia nella Grande Guerra
MODENA. Pubblico gremito ed entusiasta, costituito da centinaia e centinaia di modenesi accorsi, sabato sera, per assistere al rutilante spettacolo itinerante che si è svolto, a più riprese, lungo le stanze del Palazzo del Comune dal titolo emblematico “Maggio 1915: les jeux sont faits” a cura di Claudio Longhi con cui si è concluso il lungo percorso teatrale “Carissimi padri” inaugurato in gennaio: lungo copione articolato in monologhi e letture di autori come Carlo Emilio Gadda, il cesenate Renato Serra autore del celeberrimo “Esame di coscienza di un letterato”, recitati con maestria e buona dizione dai duecento attori che hanno preso parte al progetto, dove lo spettatore è stato coinvolto fisicamente ed emotivamente nel clima del maggio di cento anni fa che vide l'entrata in guerra dell'Italia a fianco di Francia e Gran Bretagna contro gli imperi centrali. Un'entrata in guerra che provocò anche a Modena un accesissimo dibattito tra interventisti e neutralisti rappresentato sabato dagli attori nella sala del Consiglio: lo stesso fronte di guerra è diventato “teatro di guerra” dove la parte del cattivo è svolta dall'imperatore Francesco Giuseppe, arcinemico degli italiani e dal kaiser tedesco Guglielmo II cui l'Italia dichiarerà guerra solo l'anno successivo: nel 1916. A passo di danza verso la Grande guerra. Passi di danza, valzer, polka e mazurka: copione andato in scena anche domenica nel cortile dell'Accademia, dove si è svolto il Gran Ballo Risorgimentale della Società di Danza Modenese di Fabio Mollica. Una belle époque che sprofonda nella notte buia di un immane conflitto a passo di valzer
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