Gazzetta di Modena

Storchi e Passioni: nuovo e tradizione col diktat qualità

di Chiara Bazzani
Storchi e Passioni: nuovo e tradizione col diktat qualità

La struttura di via Sigonio aprirà il 29 settembre Da novembre il cartellone di largo Garibaldi

4 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Divenuto recentemente Teatro Nazionale, Emilia Romagna Teatro Fondazione prosegue il suo lavoro in continuità con gli obiettivi culturali avviati già da tempo. Per la stagione teatrale del Teatro Storchi e del Teatro delle Passioni 2015 - 2016 dunque le scelte nascono dal riconoscimento del teatro inteso come luogo privilegiato di riflessione e di dialogo con il pubblico, e portano avanti un lavoro di crescita e di formazione del pubblico, di creazione di un repertorio, di promozione dei giovani artisti, e che ha sempre permesso uno sguardo molto ampio sulle principali direttrici del teatro italiano e internazionale tra tradizione e contemporaneità. Il progetto di Ert a Teatro Nazionale, all'interno della graduatoria della qualità del prodotto, si è classificato secondo dopo il Piccolo Teatro di Milano, «e noi mai avremmo comunque pensato di poter competere col Piccolo Teatro di Milano - ha dichiarato Pietro Valenti, direttore di Ert - La nostra esperienza si è formata proprio dal Piccolo e da Strehler a partire dalla fine degli anni '70». Il progetto ha messo assieme l'esperienza e il lavoro fatto negli anni e ha presentato diversi punti di interesse. La residenza di 6 registi che lavorano nel triennio; la collaborazione con molti drammaturghi; una decina di altri registi, di cui sette stranieri, che fanno una sola esperienza produttiva; l'accompagnamento di giovani registi italiani all'interno delle stagioni che saranno presentate in questi anni; il progetto Prospero con i registi europei, oltre, alla programmazione stagionale e al Festival Vie. «Un progetto nel quale mi riconosco completamente per quanto riguarda i contenuti - ha precisato Valenti - Se inizialmente non sono stato favorevole all'idea di Teatro Nazionale è perché il Teatro Nazionale non può vendere molto i propri spettacoli, e noi invece da anni viviamo della vendita dei nostri spettacoli».

La stagione del prossimo anno segue una stagione passata che si è dimostrata molto positiva, vicina alle 100 mila presenze tra le repliche in sede e all'estero. Il Teatro delle Passioni aprirà il sipario il 29 settembre con un lavoro del regista georgiano Levan Tzuladze che propone una versione contemporanea di “Le memorie di un pazzo” di Nikolai Gogol, che sarà ripreso in maggio all'Arena del Sole di Bologna. «Riproponiamo gli spettacoli per consentire di costruire un repertorio, un ragionamento che è legato al teatro tedesco ma che comincerà anche a essere un ragionamento che faremo sulla nostra città e su questo territorio». La stagione delle Passioni prosegue poi con altre sei produzioni: “Faust” con attori e musicisti italiano e dell'Opera di Pechino, “Soap Opera” diretto da Cesare Lievi, “Ritter, Dene, Voss” di Thomas Bernhard e diretto da Pietro Babina, “Credi ai tuoi occhi” diretto da Gianni Farina, e un lavoro su Pinter di Nanni Garella. Il sipario del Teatro Storchi si alzerà invece a novembre con “Fedra”, pièce tratta dalla “Phaedra” di Seneca diretto da Andrea De Rosa con Laura Marinoni che sarà protagonista di una seconda produzione Ert di Pascal Rambert assieme ad Anna Della Rosa, Luca Lazzareschi e Giovanni Franzoni. Il 2016 vedrà il debutto di “Vangelo, Opera Contemporanea” il nuovo lavoro di Pippo Delbono, e “Carissimi Padri… Almanacchi della ‘Grande Pace’ (1900 - 1915)”, il progetto curato da Claudio Longhi dedicato al centenario della Grande Guerra. Sempre allo Storchi saranno in scena, “La serra” di Harold Pinter per la regia di Marco Plini, storico collaboratore di Massimo Castri, Marco Paolini con la sua “Ballata di uomini e cani”, dedicata a Jack London, ma anche Fabrizio Gifuni con “Lo straniero, un’intervista impossibile”, tratto da “L’Etranger” di Albert Camus. Torna Luigi Lo Cascio diretto da Federico Tiezzi in una delle commedie pirandelliane più celebri “Questa sera si recita a soggetto”, e ci sarà anche Carmelo Rifici con “Il gabbiano” di Anton Cechov, e ancora Elio De Capitani, sensibile protagonista di “Morte di un commesso viaggiatore”, di Arthur Miller. Tra le produzione internazionali due spettacoli in lingua francese e Peter Brook che firma, assieme a Marie-Hélène Estienne la regia di “Battlefield”; infine Roberto Bacci dirige “Il giardino dei ciliegi” di Cechov realizzato grazie alla collaborazione con l’Opera e Teatro Nazionale Rumeno Cluj-Napoca.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google