Gazzetta di Modena

Castelfranco si mobilita per restaurare il Guido Reni

Castelfranco si mobilita per restaurare il Guido Reni

Da sabato una raccolta fondi finanzierà i lavori al celebre dipinto del 1626 Legati all’opera eventi miracolosi narrati anche in un Atto Norarile d’epoca

2 MINUTI DI LETTURA





CASTELFRANCO. La Proloco di Castelfranco sta attuando un importante progetto di raccolta fondi, che inizierà questo sabato, destinati al restauro dell’Assunta di Guido Reni, presente dietro all’altare della locale Chiesa di Santa Maria e oggetto di venerazione da parte della popolazione sin dal 1626.

La tela della Vergine Assunta in cielo, opera matura di Guido Reni, commissionata a proprie spese dall'Arciprete don Cristoforo Masini alla fine del 1626, fu posta con grande solennità nella Chiesa Pievana della città; e là rimase sempre, anche in virtù di una Bolla pontificia dell'epoca, che comminava la scomunica a chi l'avesse spostata. E neppure Napoleone riuscì nell’intento, grazie all'astuzia dei cittadini che commissionarono una copia ad un artista che non aveva proprio la mano del Reni, ma che fu in grado comunque di dipingere una Madonna simile all’originale, se non altro nelle dimensioni, che ingannò i sovrintendenti francesi.

Il sisma del 2012 che ha danneggiato la Chiesa, ha risparmiato però il prezioso quadro e la sua altrettanto preziosa ancona in gesso e stucco che però, proprio in occasione del recupero della struttura è stata oggetto di un’accurata ispezione, trovando opportuno procedere ad un restauro.

La cifra per la prima fase di consolidamento e restauro ammonta a 13.000 euro, ma anche perché si tratta di uno dei primi progetti di restauro di un importante bene culturale proposto in provincia di Modena con una sottoscrizione tra enti privati e cittadini. Proposto dalla Proloco, è stato finanziato nella parte del consolidamento e del primo restauro in coofinanziamento dalla Banca popolare dell’Emilia Romagna, dal Rotary Club di Castelfranco e Vignola e dalla ditta Ottani.

La seconda parte del progetto verrà finanziata attraverso una sottoscrizione popolare che si terrà nei tre giorni in cui si svolgeranno gli eventi rievocanti l’arrivo in città del dipinto nel 1626. Una serie di fatti "miracolosi" accompagnarono l'arrivo della tela e furono registrati in un Atto Notarile ritrovato negli archivi della parrocchia ed esposto in questi giorni nella canonica di Santa Maria. Il resoconto è un divertente spaccato nella vita di Castelfranco dell'epoca che ci narra come, nell'incredulità di chi li aveva fabbricati e di chi li aveva comprati, i ceri accesi davanti alla sacra immagine della Vergine non si consumarono mai e continuarono a pesare una libra e dieci once nonostante fossero rimasti accesi per ore.

Di piccolo miracolo si può parlare anche in occasione del recente sisma, che ha risparmiato il quadro seppur colpendo duramente la Chiesa che lo ospita. A margine, una serie di aneddoti come quello che vuole che Reni abbia preteso una sporta di rane, di cui era ghiotto, per ogni anno di lavorazione al quadro, lavorazione che in realtà durò solo alcuni mesi.

Maria Vittoria Melchioni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google