Gazzetta di Modena

Gli arcani alfabeti di Rotelli

di Michele Fuoco
Gli arcani alfabeti di Rotelli

A ph Broking e Atelier Mies i lavori dell'artista veneziano

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MODENA. Ha stupito, per le “Notti Barocche”, Marco Nereo Rotelli con la sua “Luce infinita”, proiettata dalle 22 a notte fonda, per tre giorni, sulle pareti esterne dell'ex-Ospedale Sant'Agostino e di Palazzo dei Musei, luogo della Galleria Estense che custodisce il famoso ritratto di Francesco I, per mano di Bernini. A questa straordinaria opera in marmo si è ispirata, in particolare, la performance, nutrita da proiezioni luminose, video e musica, che Rotelli ha portato a stupefacenti esiti con la collaborazione di Anna Laura Penna e Sabina Borelli. E l'artista veneziano, laureato in architettura, continua a sorprendere con le opere esposte, fino al 27 giugno, a ph Broking, in via Farini 56, e all'Atelier Mies, in piazzetta de' Servi 44. Due mostre, a cura di Giancarlo Fabbi e Marco Nardini, che come vuole il titolo “Legitur”, si fanno linguaggio ammirativo nei segni sottili di un gioco di relazioni tra elementi suggestivi, fluidi, musicali, incantatori, ermetici che scopriamo, da Mies, nei “geroglifici” scavati nelle sfere di marmo bianco di Carrara. Ma pure nella parola “Love”, sempre in marmo, che acquista valore semantico, filologico e persino sistema di significazione altra, alludendo nella sua energia figurale all'uomo, alla casa, ad una sorta di icona di definizione conoscitiva. Un lavoro di articolazione segnica, come sistema occulto di significati sottende, presso ph Broking, alfabeti indecifrabili a cui danno profondità, in una luce quasi irreale, gli smalti su lastre di acciaio trattate al titanio. Si avverano, su superfici cromate e oro, misteriosi “pittogrammi” come possibili forme di pensieri, sentimenti, riflessioni (“Probably Love”, “Enunciazioni”, “No War”) che imbastiscono legami profondi con il mondo letterario, archeologico, mitologico, esotico, “esplorato” nell'Isola di Pasqua, nel cuore della cultura dei Maya, nell'affettuosa vicinanza alla poesia di Edoardo Sanguineti, Andrea Zanzotto, Mario Luzi, e anche dello statunitense Ezra Pound a cui l'artista rende omaggio con tre enunciati sull'amore (“inseguire l'amore è un sogno”...). Per Rotelli è portare la parola a pregnanza visiva, facendo cadere ogni barriera tra le arti e la sua opera; ad analisi di analogie, a progetto inesauribile di creazione. Con i suoi interventi l'artista, che nel 2002 ha fondato il gruppo “Art Project”, ha partecipato ben sette volte alla Biennale di Venezia.

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