Ecco i nuovi saggi della Fondazione Fotografia
Presentato il Comitato scientifico: un pool di esperti internazionali che indirizzerà l’attività dell’ente
MODENA. Fondazione Fotografia, l'ente strumentale della Fondazione Cr Modena partecipato dal Comune e diretto da Filippo Maggia, nell'autunno cambierà i propri vertici amministrativi e nel frattempo mette in cantiere numerose iniziative espositive e didattiche per il prossimo triennio. In questi giorni si aggirano per Modena esperti internazionali dell'arte fotografia: sono Michiko Kasahara, Sandra Phillips, Olivier Richon, Bas Vroege e sono i membri del nuovo comitato scientifico dell'ente. «Stanno visionando - spiega una dipendente di Fondazione Fotografia - tutte i vari settori dell'ente e ieri ci hanno fatto molte domande per comprendere, ad esempio, come funzionano i nostri archivi climatizzati e l'area del restauro delle foto». Il comitato ha posto al setaccio tutto quanto fa Fondazione Fotografia e ha dato consigli ben accetti, ma ha anche bocciato la grafica dei cataloghi “slim” fino ad ora realizzati in occasione delle mostre. A proposito: oggi termina al Foro Boario “Stop Time” la bella personale di Hiroshi Sugimoto che però arriva solo a 7mila presenze paganti. «Le nuove acquisizioni per la collezione di foto mondiale che lasciamo alla città - spiega Maggia - saranno illustrate il 10 luglio in occasione della mostra Strange Worlds e per il futuro coprire le aree di Centro America, Canada, Oceania di cui mancano esempi. Inoltre abbiamo pensato a una serie di missioni in SudAfrica, Birmania, Laos compiute da fotografia: ci saranno collaborazioni in loco e non faremo fotografia coloniale. Abbiamo inoltre pronto un triennio di altre mostre e il comitato scientifico ci ha dato consigli soprattutto per l'attività didattica con il nuovo corso High Profile previsto nel 2016». Mentre entra nel vivo anche il progetto con Sky Arte che porterà a un premio importante da 70mila euro nella prossima primavera il presidente Andrea Landi spiega: «Dedicheremo anche attenzione alla foto storica e il tutto senza aumentare il budget di Fondazione Foto che ha una sua sostenibilità data da fondi dell'ente ex bancario, da sponsor, da biglietti e dal bookshop che ha avuto un boom. Credo occorra continuare così, siamo orgogliosi del lavoro fatto e delle collaborazioni internazionali come ad esempio il Royal College». Riflessione finale. Si capirà nei prossimi mesi che faranno i nuovi amministratori della fondazione di foto storica e contemporanea gestito dall'ex bancario. Va ricordato che per un ente culturale dall'ampio prestigio ormai internazionale forse sarebbe il caso che i prossimi cinque membri del Consiglio di amministrazione - senza remunerazione fissa - avessero esperienza nel campo in cui opera Fondazione Fotografia. Le nomine degli attuali hanno seguito infatti altre logiche. E poi occorrerà capire che diventerà l'ente nel futuro: prevista una “fusione” con la Civica? (stef.lup.)
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