Gazzetta di Modena

Calabresi e Finocchiaro: un messaggio di speranza

Calabresi e Finocchiaro: un messaggio di speranza

“Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa” è una storia di ragazzi che non hanno avuto paura di diventare grandi. L’iniziativa è del Banco Sgsp

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Per il progetto “Incontri del Banco”, iniziativa del Banco S.Geminiano e S.Prospero (Gruppo Banco Popolare), giovedì 18 il giornalista Mario Calabresi sarà a Modena insieme all’attrice Angela Finocchiaro per presentare il suo ultimo libro dedicato a storie esemplari di giovani che hanno cambiato la loro vita e il mondo intorno a loro.

Gli “Incontri del Banco” sono momenti di confronto, fatti di testimonianze, sul significato dell’aggettivo “popolare”, per riflettere sul senso profondo, aggregante e positivo che la tradizione e la cultura popolare rivestono per le nostre comunità e il nostro Paese.

“Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa” è il titolo dell’ultimo libro di Mario Calabresi, direttore de La Stampa, giornalista e scrittore. L’appuntamento per presentare il libro, edito da Mondadori, è fissato presso il Teatro Storchi dopodomani alle 21.

Sul palco, insieme a Calabresi, sarà Angela Finocchiaro che contribuirà a sviluppare e sollecitare il dialogo anche grazie alle letture di alcuni brani del libro.

Un saggio che si basa sulla storia di due giovani che alla fine degli anni Sessanta, freschi di laurea in Medicina e grazie ai fondi raccolti come regalo di nozze, partono da Milano per fondare un ospedale in Uganda, in mezzo alla savana. Le parole di Mario Calabresi e la voce di Angela Finocchiaro saranno protagoniste di un incontro tra letteratura e cronaca, un momento in cui raccontare storie di ragazzi italiani di ieri e oggi che non hanno avuto paura di percorrere nuove strade e diventare grandi. Un messaggio di speranza per un’intera generazione.

L’evento è promosso, oltre che da Banco Popolare, anche da Cuamm – Medici con l’Africa con il patrocinio del Comune di Modena.

A qualcuno piace definirlo “eroismo del quotidiano”, per altri sono solo gesti di spontanea umanità che non hanno nulla di eroico, si tratta comunque di vite di personaggi esemplari che talvolta si ha la fortuna di incontrare. Oppure di leggere. Mario Calabresi su questi esempi di vita vissuta positivamente ha costruito la sua linea di pensiero. Nei suoi saggi, a cominciare dal bestseller Spingendo la notte più in là (Mondadori, 2007) in cui racconta la storia di suo padre, il commissario Calabresi, e delle altre vittime del terrorismo durante gli anni di piombo, per finire ai suoi ultimi scritti La fortuna non esiste e Cosa tiene accese le stelle, Calabresi ha sempre raccontato la vita quotidiana di uomini e donne che, malgrado tutto, non hanno mai smesso di credere nel futuro.

Il sottotitolo dell’ultimo libro, anche in questo caso, è esplicativo: Storie di ragazzi che non hanno avuto paura di diventare grandi, e sono proprio i ragazzi il punto di partenza da cui prende le mosse il giornalista.

In questo libro Gianluigi Rho e Mirella Capra si sposano a Milano nei primi anni Settanta. Lui è ginecologo, lei è pediatra. Si sono appena laureati, hanno poco più di vent'anni. Stilano una lista di nozze molto particolare: invece di argenteria e servizi di piatti e bicchieri, chiedono attrezzature da sala operatoria per un reparto maternità che non esiste ancora ma che loro contribuiranno a creare e a far crescere in anni di durissimo ma gioioso lavoro in Uganda. Mirella dopo la prima visita all'ospedale in costruzione scrive una lettera a casa in cui, dopo aver evidenziato una lunga lista di problemi, conclude: «Non temete per noi, la nostra vita sarà meravigliosa». Mario Calabresi conosce questa storia da quando è bambino: Gigi e Mirella sono i suoi zii. Oggi ha scelto di raccontarla.

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