Master fotografia, gli allievi alla prova del pubblico
Al Foro Boario i progetti di diciotto giovani che seguono il corso della Fondazione Fino al 5 luglio immagini e installazioni. Domani l’inaugurazione. Ingresso libero
MODENA. È tempo di mettersi in mostra per gli allievi del master di alta formazione sull'immagine contemporanea di Fondazione Fotografia. A "The Summer Show", al Foro Boario, sono 18 i partecipanti: sette gli studenti che terminano il biennio, 11 quelli del primo anno.
Tanti progetti che vogliono indicare il percorso personale, senza condizionamenti, degli allievi che in questa scuola - sostiene Alice Bergomi, responsabile del master - mirano ad una propria cifra stilistica. Abbiamo scelto "Sestante" come titolo della rassegna degli studenti del secondo anno, quasi a sostenere che occorre affidarsi ad uno strumento antico per individuare la strada, il sogno da perseguire". "E i buoni esiti raggiunti con il master - dice Luca Monaco, tra i primi formatisi a Modena - si devono ad una didattica originale. Il confronto avviene con gli insegnanti, ma anche con i i compagni con cui si discute dei singoli lavori personali. La preparazione è tale che di alcuni laboratori sono docenti gli ex allievi".
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Della piacentina Irene Pinardi è l'installazzione con scatola di latta, un testo scritto e un video che esalta il gesto infantile, fatto da un adulto, di grattare sul muro per una possibile rivelazione che purtroppo lascia solo polvere. Opera una sorta di assemblaggio il romano Jacopo Tomassini che offre visioni frammentarie di una molteplice realtà da cui siamo bombardati da internet e dai social media. La torinese Gulia Solia ama mettere in luce l'incapacità di relazionarsi in modo naturale. Lo fa con immagini di oggetti spesso di plastica, dai colori brillanti, in parte nascoste in primo piano da lettere del passato, appese ad un filo, che sembrano indicare la crisi di stabilire oggi rapporti autentici. Sul concetto di identità e ambiguità riflette il libanese Wissam Andraos, presentando una donna araba con il burqa che la trasforma in oggetto di appartenenza al proprio marito. Una presenza indecifrabile per i desideri, ma anche altre cose persino inquietanti, che potrebbe nascondere. Il perugino Daniele Casciari esplora l'attitudine della persona umana a cercare, con segni distintivi, una completezza estetica lontana dai canoni classici, instaurando un intreccio di sguardi, anche ambigui, con chi la ossserva. Una installazione concreta, fatta di fiammiferi di vari colori, è quella di Valentina Leonelli, di Lanciano (Chieti), che determina una mappa che vuole affermare il dominio economico, politico e culturale dell'uomo sul territorio. "Il fiammifero - sottolinea la giovane artista - assume una forte valenza simbolica: la valenza distruttiva del fuoco e quella vivifica della luce, simbolo di sapere e conoscenza".
Da apprezzare anche l'esposizione "mid-term" riservata agli studenti del primo anno: i carpigiani Simone Bulgarelli e Elena Canevazzi, il veneziano Orlando Callegaro, il piceno Francesco Cardarelli, la riminese Sara Savorelli, Alessia Gianardi e Andrea Luporini di la Spezia, Livia Sperandio di Foligno, i modenesi, Francesca Ferrari, Gulia Fini e Simone Pellegrini. La mostra, sostenuta da UniCredit, resterà aperta fino al 5 luglio. Può essere visitata, con ingresso gratuito, giovedì e venerdì 15-19, sabato e domenica 11-19.
Michele Fuoco
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