Gazzetta di Modena

Tra i maestri d'avanguardia

di Michele Fuoco
Tra i maestri d'avanguardia

All'Olimpia Restaurant opere di Arman, Andersen, Lodola

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MODENA. Opere di artisti contemporanei, delle collezioni Cattelani, Vincenzi e Montanari per la mostra, nel periodo estivo (chiusura domenica), presso Olimpia Restaurant, in viale Storchi 485. E non mancano nomi di spicco come Arman, Andersen, Lodola, Ghermandi, Santoli, autori di opere grafiche, pittoriche e scultoree. Nell'essenzialità di immagine si presentano le ballerine di Marco Lodola, autore anche di una rosa, disegno inserito nel catalogo della mostra dell'artista pavese a Roma. Colori vivaci caratterizzano queste opere che richiamano quelle luminose in perspex e neon per le quali Lodola è famoso, avendo rinnovato lo stile pop che intreccia rapporti con il cinema, la musica, il design. Del francese Arman, ideatore delle famose “Accumulazioni”, alle pareti una serie di serigrafie a più colori con interventi polimaterici e collage di una cartella, prodotta dalla galleria di Samuele Bugno di Venezia, grande amico del compianto Carlo Cattelani. Catturano lo sguardo dei visitatori “Violins in black box”, “Violon score”, “You don't have to say you love me” e “Rainbow” con una “pioggia” di tubetti di colori. Alla libera creazione permanente e alla interdisciplinarietà e multimedialità, con happening di musica, danza, poesia, richiamano la campana di Eric Andersen, le bottiglie (con animale, albero... ) e l'opera “Dal mondo” degli americani Philip Corner, Alison Knawles, Geoff Hemdricks, che mantengono vivo il movimento Fluxus, fondato nel 1961 dall'americano George Maciunas, nell'intento di promuovere un'arte totale con eventi anche di provocazione, chiamando il pubblico a partecipare. E a proposito della campana, Andersen fa notare che “suono la campana quando voglio il silenzio... quando la campana è silenziosa tu puoi essere rumoroso”. Intrigante è la scultura di triangoli in acciaio, che formano “il grande nodo” di G.B. Schauffelen. Con un bronzo il fiorentino-bolognese Leonardo Santoli, docente in diverse accademie (ora a Lecce) rende omaggio al David di Michelangelo e con un vaso in ceramica, un dipinto e due carte sostiene una ricca simbologia mitica, con percorsi labirintici, segni arcaici, costellazioni e mappe celesti. Tra le sculture una è del bolognese Quinto Ghernandi (allievo di Cleto Tomba e Ercole Drei), morto nel 1994, a 78 anni, di cui si conosce la ricerca orientata verso soluzioni informali.

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