Amenta racconta l’emozione del suo ritorno dall’Olanda
«Da anni non suono a casa mia: è bello vivere all’estero ma ti mancano le radici» Il sassofonista presenterà il primo disco da compositore “Colors And Ties”
MODENA. «Quando penso al jazz penso a una grossa scatola che contiene di tutto, con dentro tanti colori, e spero di diventare abbastanza bravo da poterli usare tutti». Si racconta con voce pacata e sorridente il sassofonista modenese Francesco Amenta, 39 anni, residente in Olanda da sei anni, di passaggio in città dove stasera alle 21.30 si esibirà in Piazzetta Sant'Eufemia nell’ambito del Modena Jazz Festival. «Sono tanti anni che non suono a casa mia e sono molto emozionato. È bello vivere all'estero ma mancano le radici, manca sempre il posto da cui si viene - racconta il musicista che a 16 anni ha iniziato a studiare il sassofono - La mia prima scuola è stata Il Paese degli Specchi a Bologna. Successivamente ho studiato con Piero Odorici e ho cominciato a frequentare i primi seminari di musica jazz come "Siena Jazz", "Urbino Jazz" e master class al Conservatorio di Verona tenuti da Barry Harris».
Frequentando questi seminari, Francesco racconta di avere avuto l'occasione per fare esperienza in Big Band e suonare con musicisti come Paolo Fresu, Enrico Rava, Marco Tamburini, Roberto Rossi, Eddie Handerson, George Garzone, Bob Franceschini, Tom Kirkpatrick.
«Il trasferimento in Olanda è arrivato dopo essermi diplomato al conservatorio G.B. Martini a Bologna, dove ho studiato, tra gli altri, con l'insegnante olandese Barend Middelhoff che mi propose di continuare a studiare in Olanda, dove ci sono ottime scuole di musica in generale e in particolare di jazz. E così è stato: passai il concorso e fui ammesso al The Royal Conservatory a Den Haag, dove ho studiato con grandi musicisti come Toon Roos, Eric Gieben, Erik Ineke, Rolf Delfos. Ho studiato anche pianoforte e composizione e ho iniziato a lavorare con altri musicisti della scena olandese e americana del jazz». Il Nord Europa rappresenta un territorio fertile per quanto riguarda la scena musicale, attento ai nuovi talenti: «È un territorio che incoraggia molto dal punto di vista artistico alle proprie produzioni, quindi come musicista sei indotto a studiare composizione e arrangiamento perché c'è una grande richiesta di materiale nuovo ed originale, aspetto che ha influito moltissimo sulla mia crescita di musicista» afferma Amenta.
Stasera Amenta presenta a Modena il disco Colors And Ties, il suo primo disco da compositore registrato a gennaio che verrà pubblicato a settembre.
«Dal punto di vista musicale in questo disco si può sentire il mio percorso di studi, l'amore per la tradizione jazzistica e per gli autori studiati a scuola. Penso che a un certo punto quello che hai studiato diventi un mezzo per esprimere quello che provi e così in questo disco ho cercato di raccontare gli ultimi tre anni della mia vita. Ho scelto di scrivere per quintetto mettendo però la chitarra al posto della tromba, seguendo le tendenze nord europee e americane per creare un suono un po' diverso. Sono grato all'ambiente bolognese dove ho iniziato a suonare e a tutti gli insegnanti che ho incontrato che mi hanno trasmesso l'entusiasmo per la musica e la sua storia - conclude l'artista - Consiglio ai giovani di studiare molto, ascoltare tanto e girare, nella consapevolezza che la musica è cultura e che viviamo in un’Europa unita, dove molte barriere non esistono più ed è facile da girare ed esplorare fino a quando il giovane non ha trovato il proprio posto».
Laura Solieri
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