Gazzetta di Modena

L'arte di materia e passione

di Michele Fuoco
L'arte di materia e passione

Al Castello opere di impegno sociale di Adriano Venturelli

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FORMIGINE. Vive anche dell'esperienza quotidiana l'opera di Adriano Venturelli, anche se il linguaggio della comunicazione si svolge in una dimensione spesso astratta, con un colore che scaturisce da necessità interiori. La pittura ama il gioco combinatorio con differenti materie, per un'immagine sempre filtrata, suggerita, più che dichiarata, per offrirsi a possibili analisi. È la fisicità dell'immagine che contribuisce a dare sostanza al mondo esistenziale, alle idee, all'impegno civile dell'artista che in una serie di opere porta alla ribalta, con un timbro sulla tela, i nomi degli amici del criminale Cesare Battisti che, condannato a due ergastoli, se la gode in Brasile. Gli amici sono i 100 intellettuali ed “affini”, firmatari delle famosa “Lista Camilla”, che si erano schierati (qualcuno si è pentito) nel 2004 a favore dell'ex-terrorista. Il colore rosso acquista valenza di violenza nell'ampia superficie del quadro che pare offrirsi come deserto quotidiano dei valori. Di logica connessione sono i dipinti, di carattere “engagé”, dove il nero che percorre la tela si addice ai "dannosi", il cui nome viene reso esplicito ancora da un timbro. Da notare come l'arte acquisti valore di senso, di racconto anche in una cifra informale. Perché Venturelli sa conferire all'opera sottili equilibri, forme libere di decoro e misura, colori modulati, capaci di porsi come tramite attivo, dinamico e fisico di avvenimenti inquietanti. Sono gli esiti di attente ricerche degli ultimi anni, di cui fa parte anche la serie a tecnica mista “Scrivi cosa è successo della tua vita”, basata sull'impiego di elementi materici e sostanze cromatiche che si combinano con carte fatte a mano che, alla fine degli anni 70, incollate alle rocce e sottoposte, dopo un periodo, allo “strappo”, hanno trattenuto nel tempo forme e sostanze della natura. La mostra, fino al 5 luglio, al Castello, che delinea un percorso dal 1878 ad oggi, evidenzia l'avvertito lavoro di disciplina che fa fiorire un colloquio di controllo mentale dell'artista con l'opera: dalle incisioni (acqueforti) alla Biennale di Venezia, nel 1986, nella sezione “Arte e biologia”, curata da Giorgio Celli, alle sculture in cirmolo dipinte della serie “Anima & Corpo (è pure il nome della società che promuove l'artista) della pittura e ai “Materici”. In tutto si riconosce l'identità di un vero artefice.

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