L'uomo vive esperienze di meraviglia
Allo spazio Ossimoro le ceramiche e formelle di Andrea Capucci
Una sorta di leggerezza del vivere umano rappresentano le opere in ceramica di Andrea Capucci all'Ossimoro di Spilamberto. Il modenese porta levità all'imagine che si connota di un casto stupore nell'esprimere condizioni di un'esistenza felice, di libertà d'azione e di pensiero. Un grado di meraviglia che le figure determinano nelle loro pose e gesti dettati da ciò che la memoria, il desiderio, il sogno possono offrire di più inebriante. Quasi un'arcaica spontaneità di gioia di vivere, pur nelle trasgressioni della fantasia, con una figura che porta sulle spalle una grande testa o tiene, sotto braccio, un enorme albero con un nido tra le foglie; con una donna e cani che giocano e vogliono morderla. E gli incentesimi continuano nelle formelle, dal titolo “Il cantico delle crete”, dedicate alle costellazioni che guidano le scelte dell'uomo, alla natura che si rivela un eden con campi di grano, fiori, boschi, luoghi ideali per gli animali. All'inaugurazione anche reading poetico con Alberto Alperoli.
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