Gli orrori delle trincee e la pace col nemico solo per una pagnotta
La realtà della Prima Guerra Mondiale vista con gli occhi del fante contadino Elmo Cermaria e raccontate dal nipote
È una storia toccante, una vera epopea, quella raccontata nel libro di Francesco Nicolini che ha conosciuto due edizioni e due vite diverse. Ma finalmente, questa volta, le voci del nipote e quella patriarcale del nonno s’incontrano per dare vita a un racconto corale sulle atrocità della guerra.
“Forte Verena, 24 Maggio 1915 ore 4. Trilogia della Grande Guerra- dai ricordi autografi del fante contadino Cermaria Elmo, il nonno Peppe” (ed. Il Fiorino, p. 573, euro 30) è un volume composto da ricordi scritti, per il nipote Checco (Francesco Nicolini), di un giovane (il nonno Peppe, al secolo Cermaria Elmo) che a vent’anni si trovò buttato nel fuoco delle trincee italiane della Prima Guerra Mondiale.
In quei giorni, un secolo fa, si poteva arrivare a piangere a dirotto per una pagnotta di pane negato: poi miracolosamente recuperata grazie alla compassione di un soldato tedesco, “l'odiato nemico” come veniva descritto dalla propaganda.
Sono pagine asciutte, senza un filo di retorica e senza recriminazioni.
Il nonno Peppe racconta i fatti così come li ha vissuti in prima persona, senza esprimere giudizi di condanna verso i responsabili, anche se dal racconto emerge la consapevolezza del grande massacro a cui ha assistito.
Mentre consegna il manoscritto al nipote nel giorno del suo matrimonio, gli chiede una promessa: «Fai sapere al Presidente della Repubblica cosa abbiamo fatto per l' Italia». La prima edizione del volume è stata la riproduzione del solo diario di Peppe, poi Nicolini si immerge sempre più con passione in questa vicenda raccontata dal nonno e inizia un lavoro molto più importante e corposo.
In questo libro si ritrovano anche i ricordi di infanzia di Francesco, le informazioni sulla vita del nonno Peppe, riproduzione di documenti storici e fotografie sulla prima guerra mondiale.
Si parla anche dei campi di concentramento in cui vengono imprigionati i soldati italiani. Una realtà forse poco conosciuta e sulla quale Nicolini si sofferma riportando informazioni e testimonianze.
Anche il nonno Peppe viene recluso per un periodo nel campo di concentramento di Sigmundsherberg in Austria e quindi il racconto individuale diventa anche quello di un’intera generazione e finisce per far parte della storia più grande, con le sconfitte del nostro esercito. Pagine di luci e ombre. L'ultima parte della pubblicazione è dedicata ai viaggi di Francesco nei luoghi che ha conosciuto il nonno Peppe durante la prima guerra mondiale. È un vero e proprio viaggio della memoria. Si tratta di un lavoro editoriale importante perché ci porta a non dimenticare un conflitto che ha segnato la nostra storia, soprattutto nel centenario dell'inizio della prima guerra mondiale.
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