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G. IOZZOLI La vita agra dei buttasangue nelle fabbriche “I Buttasangue” (ed. Artestampa, p. 155, euro 16) è un romanzo duro, desolante, ma a suo modo offre anche un lato tragicomico che fa...
G. IOZZOLI
La vita agra
dei buttasangue
nelle fabbriche
“I Buttasangue” (ed. Artestampa, p. 155, euro 16) è un romanzo duro, desolante, ma a suo modo offre anche un lato tragicomico
che fa sorridere chi è nato e vissuto a Modena, visto che i personaggi si muovono tra strade e capannoni facilmente riconoscibili.
Tutto parte da una disgrazia: Camillo muore in fabbrica per un incidente di lavoro. Questo scatena una serie di eventi incredibili nella vita di Antonio, operaio emigrato dal sud, che all'inizio del romanzo racconta così il contesto in cui si trova a vivere: «Anche vivere qui ha i suoi vantaggi. Puoi godere di tutte le sfumature del grigio possibili. Alzi gli occhi al cielo, la mattina, e ti godi il piombo, lo stagno da
saldatura, la zincatura opaca, l'alluminio, il metalizzato, spesso un bianco sporco, color lana di pecora». La sua vita è lenta, monotona ed apatica, fino all'incidente di Camillo appunto. Lui viene coinvolto come testimone perché era presente al
momento della tragedia in fabbrica e si ritrova a saperne di più degli altri. Finisce pure per avere una relazione con la figlia della vittima, ma senza sapere del rapporto di parentela. D'improvviso la sua vita cambia. Iniziano a cercarlo tutti, per diverse ragioni, viene messo suo malgrado al centro di situazioni strane e surreali. L'Antonio che conosciamo all'inizio del libro è completamente diverso da quello
che ritroviamo alla fine ed è questo l'aspetto più bello della vicenda. Si passa da un protagonista passivo ed apatico ad un protagonista attivo ed intraprendente. E alla fine di tutto il suo approccio cambia completamente: «Tutti dicevano che era scoppiata la crisi. Di lavoro, di vita, di tutto. Ecco, quella cosa che dicono i cinesi mi tornò in qualche modo a mente: la crisi potrebbe essere l'occasione per svoltare, per andare avanti. E io
quello ho fatto. Sono diventato un pò cinese pure io». (O.g.)
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