Gazzetta di Modena

Travestimenti della scultura

di Michele Fuoco
Travestimenti della scultura

Nel Casale “L'allegoria della Moretta” di Franca Bacchelli

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VIGNOLA. Ha lavorato sodo Franca Bacchelli autrice di due notevoli opere scultoree: la prima, dal titolo “Allegoria della Moretta di Vignola nel mondo” è stata creata per il ristrutturato Casale della Mora, che si trova nell'invitante parco del Panaro a Vignola; la seconda costituisce una citazione colta della “Statua della Liberta” ed è stata presentata nel Castello di Formigine, in occasione del premio “Profilo Donna”. Necessaria alla prima scultura una struttura in alluminio per sostenere radici di vigna (vogliono ricordare che Vignola era rinomata terra per la cultura vinicola, prima di qualificarsi nella produzione delle ciliegie), ramoscelli di ciliegio ed altri elementi naturali che determinano, in un processo di metamorfosi, una sorta di figurazione allegorica. Una rappresentazione esaltata dalla testa costituita da un mappamondo che ha il colore della Moretta, pregiata qualità di ciliegie autoctona, e si pone come chiara allusione alla diffusione universale dello straordinario prodotto vignolese. È un'opera che rimanda, per tanti aspetti, a certe operazioni di arte povera e concettuale, a cui si aggiunge l'eleganza che la Bacchelli, da nota stilista vignolese con riconoscimenti a livello internazionale, ha saputo conferire, confrontandosi con ricerche di arte contemporanea. Sua anche la scultura dai riferimenti, pur con digressioni, alla “Statua della Libertà” che si offre come immagine di sperimentazione fattuale, di considerazione estetica, di manifestazione linguistica che consente di riflettere sul linguaggio stesso dell'arte, come sintesi di pensiero e immaginazione. Si tratta di una citazione con divagazioni e forme di reinvenzione del modello storico di New York, con travestimenti di ordine mentale. E “un'allegoria della democrazia” sostiene il critico Giuseppe Bernardoni. «La Bacchelli trasforma, trasfigura radicalmente un banale manichino femminile in una raffinata figurazione, associabile alla Statua della Libertà, ma con alcuni spostamenti semantici che hanno valenze sia filosofiche che politiche. In particolare il libro che la libertà tiene nella mano sinistra è “dorato” è qualificato dalle scritte: “Demos Cratos”. Il senso si può riassumere in un chiasmo profondo: “Non c'è libertà senza Democrazia, non c'è Democrazia senza Libertà”. Il libro, la fiaccola e la corona dorati simboleggiano l'eternità, l’incorrutibilita di questa idea».

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