Gazzetta di Modena

Tra i segreti della scultura

di Michele Fuoco
Tra i segreti della scultura

Nello studio di via Roma le opere in pietra di Luigi Lorenzi

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SERRAMAZZONI. Pietra di Varana, pietra arenaria, ma anche legno di faggio verniciato di grigio forgia con effetti del ferro sono le materie di cui si nutre la scultura che Luigi Lorenzi presenta, da domenica al 23 agosto, nel suo Studio di via Roma 169. La scultura vive nell'articolazione degli elementi che strutturano l'immagine in un ordine di pura astrazione, nella conquista di un linguaggio lontano da ogni possibile mimesi. Una immagine dove l'ambiguità delle trame in abili innesti, delle configurazioni, degli intrecci materici illumina l'opera di possibili e vitali forme di conoscenza. All'artista piace il termine "In-forme" per le sue sculture che lasciano sospeso il senso di leggibilità univoca, per offrirsi nella valenza di interpretazione multipla. E l'analisi delle relazionali, tra incontri e seduzioni delle parti dell'opera, e il gioco delle aperture ci fanno capire che anche l'attrattismo più severo si concede allo spazio del racconto: il peso del desiderio, la colonna del desiderio, il vaso dei sogni, Musa ingannatrice, la bussola ingannatrice, peso e contrappeso, cuori infranti, riposo e trappola sostengono in una stretta sintesi di volumi e di spazi, percorsi di vita individuale e collettiva, sogni e sentimenti svaniti, insidie quotidiane. Le tensioni dinamiche nel lirismo delle forme, anche musicali, affermano la nozione di bellezza ideale, il concetto dell'universale che "l'eclisse con piccole nuvole", "fontana dell'eclissse", "sun" e "luna con stelle ferite" trattengono. E' l'arte che riesce a fecondare significati latenti, il senso dell'enigmatico e del segreto di cui Lorenzi connota anche le sculture pubbliche nel parco-giardino di Serramazzoni dedicato a Giovanni Paolo II, grazie alla qualificazione razionale di moduli geometrici di organicità unitaria, seguendo i dettami di una organicità a lungo meditata. Guidato dalla felicità dell'esperta manualità l'artista non rinuncia mai ad una dimensione mentale conferita alla scultura di silenziosa luce e di calma costruttiva, ma pure ai disegni "impaginati" secondo una rigorosissima architettura, rispondente ad una geometria intima, di cui misura sfumature e segni. Segni che in una scultura vengono assunti da un robusto filo di ferro che delinea lo spazio di una figura. Lorenzi ricorda la bella lezione umana e artistica del compianto amico Walter Mac Mazzieri.

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