Il Premio letterario Frignano torna a Sestola e conquista la platea
Torna a Sestola il prestigioso Premio letterario Frignano. Una serata carica di emozioni presentata da Michelina Borsari e dal sindaco Stefano Bonucchi alla quale ha partecipato il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini
SESTOLA. Cerimonia conclusiva del Premio Frignano 2015 particolarmente sentita eri a Sestola, dove l'evento è ritornato dopo 50 anni, radunando la folla delle grandi occasioni con la partecipazione, fra gli altri, del presidente della Regione Stefano Bonaccini, dei consiglieri Luciana Serri e Giuseppe Boschini, del presidente dell'Unione del Frignano Romano Canovi, della consigliera della Fondazione Cassa di Modena Stefania Cargioli e del prof Sergio Ferrari, prorettore dell'ateneo.
A fare gli onori di casa, Michelina Borsari, coordinatrice della giuria, che ha ricordato come sia stata un'azione di squadra a permettere al Premio di giungere alla sua ventesima edizione, ringraziando per il loro fondamentale contributo anche Lions Club, Sestola Crea, Comune e Artinscena, nello scenario di piazza Vittoria prima che la pioggia costringesse sul finale allo spostamento nell'oratorio di fronte. In apertura il sindaco Marco Bonucchi si è mostrato emozionato ricordando l'assenza del premio dal paese per 50 anni, ringraziando anche la Cargioli per l'impegno a farne oggi una manifestazione itinerante mette in luce angoli diversi dell'Appennino.
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«Noi vogliamo investire sulla cultura con i fatti - ha detto Bonaccini – Siamo convinti che ogni euro speso oggi in questo settore porterà posti di lavoro domani. Come giunta abbiamo aumentato il budget del 56% in un ambito dove stanno tagliando tutti».
«È la prima volta che abbiamo un presidente di Regione al Premio Frignano – ha osservato Livio Migliori, presidente dell'Accademia dello Scoltenna – Siamo grati dell'attenzione e auspichiamo che l'evento cresca ancora». Quindi i riflettori su di loro, i vincitori, a partire dal veneziano Guido Sgardoli, che si è imposto nella sezione dedicata alla narrativa per ragazzi con “Il giorno degli eroi” (Rizzoli), ambientato ai tempi della prima guerra mondiale. Narrazione in cui storia e fantasia si fondono nella fiction. «È una sorta di bugia a cui ricorriamo per raccontare la realtà - ha commentato ricordando Neil Gaiman – perché mentre il libro scorre ti accorgi che si sta parlando anche di te e della tua storia». Un “one shot book” questo ma è stata ricordata anche la produzione seriale di Sgardoli, che tra l'altro ha scritto una collana di libri ispirata a “Skinner Boys”, una serie cartoon australiana.
Cambiata la sistemazione per il temporale è stata la volta del milanese Federico Baccomo Duchesne, vincitore della competizione principale con “Peep Show” (Marsilio), romanzo audace e anche ironico che racconta il mondo sotto il profilo del voyeurismo, dove la vita scorre guardando quella degli altri. «È una metafora dell'oggi – ha sottolineato – dove ci si mette in mostra con i selfie sui social network esponendosi a un pubblico che non sappiamo neanche come sia. Oggi sembra che la nostra reputazione sia ciò che riveliamo, una volta dipendeva da ciò che si nascondeva: è un ottimo spunto narrativo». Il premio sta lì a dimostrarlo.
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