Racconti in cornice e ferro
Cinque in Rocca: Baldaccini, Melotti, Salsedo, Roli, Fontani
MONTEFIORINO. Mostra a cinque, fino al 30 agosto, nella Rocca Antica di Montefiorino, dove scultura, pittura e opere di materiali diversi del modenese Angelo Baldaccini, Claudio Melotti, Agostino Salsedo di Castellarano, Angelo Roli di Sassuolo e della toscana Simonetta Fontani declinano la figurazione in una quadro di rapporti irrelati ai dati dell'esperienza quotidiana. La scultura che Melotti realizza con il ferro, lavorato con abilità e pazienza, invita a ripensare all'antico, quando l'opera costava fatica per trovare corrispondenze con il mondo dell'uomo e della natura. Una vicinanza che, in mostra, viene sottolineata dalla tragica “Flagellazione di Cristo”, ma anche di uccelli, cani, cavalli, pure in terracotta, di disciplina formale e di singolare bellezza d'immagine. E capacità penetrante di rappresentazione acquistano le ceramiche raku di Salsedo (diploma al Magistero Artistico “Ballardini” di Faenza; collaborazione con industrie ceramiche, come designer/marketing) che trova nei visi a tutto tondo, dalle singolari capigliature, di donne romane, negli angeli con atteggiamenti di purezza infantile (pannelli) e persino nelle ceste di frutta, una raffigurazione meditata e di memorie culturali. Cercano una rinnovata vicenda di intrecci, relazioni tra materiali differenti e spesso di scarto (forex, plexiglass, alluminio, specchio...) che si contaminano con il colore, nell'assunzione di un linguaggio astratto-concreto, le composizioni di Baldaccini che avvera un dialogo tra segni di interazione inestricabile, L'artista realizza una grammatica libera da ogni condizionamento che fonde lettere dell'alfabeto, numeri, elementi simbolici (stelle, farfalle) capaci di lasciare spiragli all'analisi dell'operazione creativa. Vagheggia una natura festosa nella vegetazione, nei fiori, di cui possono godere pure gli animali, la pittura di Roli legata ad una struttura ottocentesca. Boschi e montagne, anche innevate, si pongono come luoghi aderenti alla realtà viva, ad uno spettacolo di affettuosa partecipazione. La figura si impone nei dipinti della Fontani che non si sottrae al bisogno di conoscenza di creature, spesso femminili e senza veli, che irrompono in ambienti diversi (paesaggi, interni) per sostenere un rapporto pieno con la vita nell'esaltazione anche sensuale, di vertigine del desiderio. Ma anche per testimoniare la propria inquieta dimensione esistenziale.
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