Gazzetta di Modena

Arte nel segno della realtà

di Michele Fuoco
Arte nel segno della realtà

Al Centro Studi Muratori maestri del passato e autori d’oggi

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MODENA. Riconcilia con l'arte figurativa la mostra di 150 opere di oltre 100 artisti, tra pittori, scultori, grafici e fotografi che Giancarlo Corrado ha allestito al Centro Studi Muratori per tutta l'estate e resterà aperta fino al 20 settembre. Più di 60 gli autori viventi, una quarantina quelli del passato le cui opere occupano la Sala dei Capitelli. A questi ultimi va la nostra attenzione, non potendo per motivi di spazio soffermarci sul lavoro di tutti. Rassicuranti le loro opere, per la capacità di restituire una bella immagine ma pure pulsioni di vita, una emozione, sia attraverso la figura umana che il paesaggio, la natura morta. Trovano connnessioni con l'uomo le sculture di Marino Quartieri, dalla modella (bronzo) agli artisti di strada (terracotta), il nudino (bronzo) di Ivo Soli. Si fa, in pittura, quasi inquietante la lunga figura, ridotta a brandelli, di Enzo Trevisi, ironica la "fattucchiera" con civetta di Ermanno Vanni, scanzonati i tre burloni che giocano alla "busca" di Remo Baviera di Cavezzo. Quasi irriconoscibili, nel carattere informale, le creature di Filippo Di Savoia. Il paesaggio si afferma nel rio a Burano dell'acquarellista Gianni Cavani, nel tramonto di Elpidio Bertoli, nelle case rustiche di Gianni Bertolini, nelle mucche al pascolo di Carlo Bassini, nei cavalli di carico di Inigio Pagliani, negli angoli naturalistici di Gino Molinari, Rosario Mauro, Carlo Bassini, di Mario Gherardini (incisione). Quadro di collegamento tra paesaggio e composizione è la natura morta con frutti e vasi "Autunno sulla riva" di Adriano Boccaletti. Strutturata in vivaci geometrie è la natura morta nello studio di Claudio Spattini. Imponenti l'anfora di walter Morselli e gli oggetti di Bruno Semprebon. Le composizioni fatte spesso di frutti e oggetti vari, come quelle di Giancarlo Minardi e Alfonso Levoni, acquistano delicatezza nei fiori gialli di Gino Scapinelli, Cesare Soli e Angiolina Grandi. Atmosfera metafisica spira nell'ambiente di Erio Baracchi, e di aspetti colti e simbolici si connota il "Telaio di Penelope" (bronzo) di Vanni Viviani. La rassegna, negli spazi di via Castel Maraldo 19, è tutta da esplorare, anche nei disegni, incisioni di artisti tuttora al lavoro, come Passoni, Fulvio Mauro, Conestabo, Casalgrandi, Ziaja, Treccani, De Gobbi. La fotografia è rappresentata da Beppe Zagaglia,Corrado Corradi, Gianfranco Levoni e Claudia Trouchè.

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