Gazzetta di Modena

Cinquecento anni di pittura modenese da Loschi a Molinari

di Michele Fuoco
Cinquecento anni di pittura modenese da Loschi a Molinari

Lodovico Arginelli traccia un affresco sugli artisti locali dalla corte degli Este ai fasti della pubblicità nel 1900

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MODENA. Un percorso nell'arte modenese dal Cinquecento ad oggi traccia Lodovico Arginelli con il libro “Pittori Modenesi dal 1500”, pubblicato dall'Ordine dei Medici.

E' un approfondimento dell'indagine che Arginelli aveva condotto otto anni fa con un altro volume che recava lo stesso titolo. Un’indagine che ha portato il medico di famiglia e dermatologo a riscoprire altri artisti della città e della provincia, alcuni dei quali non familiari al grande pubblico.

Non è una storia dell'arte, ma una serie di ritratti tracciati con efficacia sintesi perché si possa avere una immediata conoscenza umana e creativa di ogni autore, lasciando al lettore lo spazio per ulteriori approfondimenti.

Si parte con Bernardino Loschi (1460 - 1540), che fu al servizio di Alberto III Pio di Carpi. E' autore, tra l'altro, del "Trittico dell'Incoronazione della Vergine con i SS. Felice e Geminiano". Un'opera (ultima di copertina) salvata dai vigili del fuoco, dopo il terremoto di tre anni fa che distrusse la chiesa parrocchiale di S. Felice.

È stata restaurata e si trova ora nel Palazzo Ducale di Sassuolo.

Dell'Ottocento sono Luigi Asioli, di cui viene ricordato "Il Sacrificio di Abele" nel Museo Civico di Carpi; Antonio Simonazzi (un autoritratto è al Museo Civico di Modena), maestro di Muzzioli e Bellei; Narciso Malatesta che partecipò, con Giuseppe Zattera e Ferdinando Manzini all'esposizone mondiale di Vienna del 1873. Di rilievo le presenze carpigiane, con Albano Lugli, Fermo Forti, Andrea Becchi, Claudio Rossi, Carlo Grossi.

Nell'ampia carrellata troviamo il futurista Enrico Prampolini, artefice dell'opera polimaterica; Umberto Tirelli con le caricature, in terracotta di personaggi esilaranti e grotteschi.

E ancora, sempre citando i pù notevoli, Alfonso Artioli, abile nel segno, che ha lavorato con Mario Molinari; lo scultore Ivo Soli al quale si deve il busto di Ada Negri a Lodi.

Il viaggio continua con il pavullese Carlo Minelli, il sanfeliciano Aldo Roncaglia al quale il suo paese dedica da decenni un apposito premio, i modenesi Augusto Baracchi e Giovanni Forghieri che vantano partecipazioni alla Biennale di Venezia, Mario Venturelli con la sua pittura fisica che s'impasta di colori della natura, Raffaele Biolchini con le sue sculture di scienza poetica che hanno arredato alcuni punti di Modena e altre clocalità.

La copertina è dedicata a Gino Molinari, la cui opera pittorica è testimonianza del grande amore per Modena. C'è spazio, nell'ultima parte del libro, per i colleghi pittori che negli anni hanno partecipato con le loro opere alle mostra dell'Associaione Medici e Sanitari Artisti, di cui Arginelli è presidente. Anche questo volume nasce come passione verso l'arte che l'autore pratica nelle forme della pittura, della poesia e dello spettacolo.

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